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"Siamo a 730 giorni più vicini alla vittoria" il discorso del Presidente dell’Ucraina

Oggi 24 febbraio è il triste anniversario dell'invasione russa in Ucraina.

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Guerra in Ucraina Guerra in Ucraina © OKM
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Pubblichiamo la lettera del Presidente Volodymyr Zelens'kyj, tradotta in italiano, in occasione di questa ricorrenza. Nella giornata odierna, ricordiamo, che si è svolto a Hostomel un summit in cui era presente anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme ad altri capi di stato e la Presidente della Commissione Europea Ursula con der Leyen.

Ricordiamo che alle ore 16 a Firenze, in Piazza Santa Maria Novella ci sarà una manifestazione a supporto dell'Ucraina, in cui è previsto l'intervento anche del nostro editore Saverio Zeni  per fornire aggiornamenti sulla missione umanitaria attualmente in corso che vede il fotoreporter Niccolò Celesti portare aiuti e medicinali.
Trovate i video e gli articoli di aggiornamento cliccando qui! 

Il Discorso del Presidente Ucraino Volodymyr Zelens'kyj

Gloria all'Ucraina!
Attualmente mi trovo a Hostomel.
Da qui avrebbe dovuto iniziare lo scenario “prendere Kiev e l’Ucraina in tre giorni”. Si può dire in una frase: due anni fa abbiamo incontrato qui un situazione ostile con il fuoco; due anni dopo, diamo il benvenuto qui ai nostri amici e partner.

Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni, Presidente della Presidenza del G7. Il primo ministro canadese Justin Trudeau. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. Alexander De Croo, primo ministro del Belgio, attualmente presiede il Consiglio dell'UE. Questo è simbolico. E descrive in modo eloquente il percorso che abbiamo percorso in questi due anni e la differenza tra il 24 febbraio di allora e quello di oggi.

Sai, involontariamente, oggi ogni ucraino ricorda quel giorno. E ognuno di noi ha il suo 24 febbraio. Un ricordo unico di quel giorno. Come ti sei svegliato, chi ti ha scritto per primo chiedendoti: "Come stai?" chi hai chiamato per la prima volta, chi hai abbracciato calorosamente, cosa hai detto alle persone più vicine allora e, soprattutto, cosa hai fatto dopo.

Milioni di storie diverse, ma molte hanno un episodio simile. È la scelta fatta da ucraini di diverse età, professioni e regioni. Ed è ciò che ha unito le persone: prima in fila all'ufficio di arruolamento militare, e poi in una trincea in prima linea. Per difendere il Paese.

E tutti quelli che sono rimasti a lavorare in campagna. Chi ha lasciato il Paese e chi poi è tornato.

E così è da due anni. Siamo a 730 giorni più vicini alla vittoria. Alcuni aspettano un profeta che dica loro quando ciò avverrà, ma milioni di ucraini ricordano semplicemente le parole di Kobzar: continuate a combattere, vincerete sicuramente! E lo stanno facendo da 730 giorni con dedizione e coraggio. Sono forgiati a est, sud e nord, in tutte le direzioni dove combattono i nostri soldati. 730 giorni di resilienza e resistenza. Stanno come pilastri in tutte le città e i villaggi civili. E oggi ognuno di noi chiamerà le nostre famiglie. Per ascoltare le voci dei nostri cari, per augurarci a vicenda ciò che stavamo aspettando. E oggi, purtroppo, ognuno di noi ha qualcuno da piangere.

E per onorare la loro memoria. E insieme chiniamo la testa. 730 giorni di dolore. Ma allo stesso tempo, 730 giorni di speranza. Per la massima giustizia. Il che sta nel fatto che abbiamo tutti storie diverse sull'inizio della guerra, ma deve esserci una fine di questa guerra. Vittoria. E ricordando tutto quello che abbiamo passato in questi due anni, capisci: non può esserci altro modo. Ricordando ciò che gli ucraini hanno già fatto, sappiamo che possiamo sicuramente farcela. E' in nostro potere. Avremo successo. E qui, in questo posto, capisci meglio: il metallo forse non resiste, ma gli ucraini sì. Puoi bruciare l'aereo, ma non puoi distruggere il sogno. Il sogno con cui ognuno di noi si addormenta e si sveglia per 730 giorni, con il quale voi, tutti i nostri cittadini, tutti gli ucraini vi addormentate.

Una nazione che ha resistito nei primi tre giorni. E non è caduto al quarto. E ha combattuto per il quinto giorno. E poi un mese. E poi sei mesi. E ora due anni. Battaglie per la libertà. Battaglie per la vita. Combattuto eroicamente da persone incredibili, alle quali mi rivolgo sempre nei miei interventi: Grande gente, di un grande Paese.

Sono incredibilmente orgoglioso di ognuno di voi. Ammiro ognuno di voi. Credo in ognuno di voi. Qualsiasi persona normale vuole che la guerra finisca. Ma nessuno di noi permetterà che la nostra Ucraina finisca. Ecco perché quando si tratta di porre fine alla guerra, aggiungiamo sempre: alle nostre condizioni. Ecco perché accanto alla parola "pace" suona sempre la parola "giusto". Ecco perché nella storia futura, accanto alla parola Ucraina, ci sarà sempre la parola "indipendente". Combattiamo per questo. E prevarremo. Nel giorno più bello della nostra vita. Grazie a tutti i nostri soldati. Grazie alla nostra gente. E a tutti coloro che nel mondo sono al nostro fianco e con verità.

Gloria all'Ucraina!

 

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