Due stanze, una parete, due vite che imparano a riconoscersi senza bisogno di troppe parole
Ci sono vicinanze che non hanno bisogno di essere dichiarate. Nascono lentamente, quasi ai margini delle parole, attraverso un gesto, un rumore oltre una parete, una presenza che prima si percepisce e soltanto dopo si comprende.
È dentro questo spazio che si muove Accanto, il primo romanzo di Marco Gerbi, pubblicato da SED.
Al centro della storia ci sono due stanze vicine e due esistenze separate da pochi centimetri di muro. Una distanza minima, eppure sufficiente a custodire mondi diversi, fragilità, paure e silenzi.
Il romanzo non cerca però l’effetto dell’incontro improvviso. La relazione tra i personaggi si costruisce per sottrazione, attraverso ciò che non viene detto, attraverso la capacità di ascoltare l’altro prima ancora di conoscerlo davvero.
È proprio il silenzio a diventare uno degli elementi più importanti della narrazione.
Non un vuoto, ma uno spazio nel quale le persone possono finalmente essere osservate senza difese. Una pausa, una porta chiusa, un suono proveniente dalla stanza accanto diventano parte del racconto quanto un dialogo.
In questo senso Accanto conserva qualcosa dell’esperienza teatrale del suo autore. Prima della narrativa, Marco Gerbi ha attraversato a lungo il teatro, lavorando sulla scena, sull’attore, sul corpo e sulla voce. Ma anche su ciò che accade quando la voce si interrompe.
Nel romanzo quella ricerca cambia forma. La scena diventa pagina, ma resta l’attenzione per i tempi, le distanze e soprattutto per la persona che si nasconde dietro il personaggio.
Anche la nascita del libro porta con sé una lunga storia di attesa. La prima traccia di Accanto risale infatti al 1984, quando Gerbi aveva abbozzato una storia destinata al teatro. Quel testo rimase poi in un cassetto per oltre quarant’anni.
Quando l’autore lo ha ritrovato, non ha scelto semplicemente di riscriverlo. Ha lasciato che diventasse altro.
Da quell’antico nucleo è nato il romanzo.
«Non stavo semplicemente cominciando a scrivere», è la frase con cui Gerbi sintetizza quel passaggio. «Stavo riprendendo un racconto interrotto.»
Ed è forse proprio questa origine a spiegare uno degli aspetti più riconoscibili di Accanto: la sensazione che ciò che conta non avvenga sempre al centro della scena.
A volte accade di lato. Dietro una porta. In una stanza vicina.
Nel momento in cui qualcuno smette di parlare e comincia davvero ad ascoltare.
Accanto è disponibile in edizione cartacea ed eBook, pubblicato da SED.
Per saperne di più sul libro e sull’autore: marcogerbi.it
Accanto di Marco Gerbi racconta due vite separate da una parete e la vicinanza che nasce attraverso il silenzio. Romanzo pubblicato da SED.




