La tragedia di Emanuele che ha perso la vita a causa di un cinghiale nella notte fra venerdi e sabato a Mulinaccio (leggi qui) ha riacceso forte il dibattito sull'eccessiva presenza degli ungulati.
“I cinghiali sono un'emergenza ormai da molto tempo. L’aspetto preoccupante è che nemmeno le morti di motociclisti e scooteristi smuovono le impuntature ideologiche di chi è contrario ad ogni misura anti contenimento”.
A dirlo è il vicepresidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana, Ritano Baragli, dopo la morte del motociclista mugellano e gli avvistamenti di cinghiali lungo il Mugnone a Firenze.
Secondo Baragli “chi parla delle recinzioni come alternativa non dice tutta la verità. Questo perché le recinzioni non risolvono il problema e spezzettano il territorio, che diventa così meno fruibile. E poi se gli ungulati si sono moltiplicati e costituiscono un problema non sono certo le recinzioni a risolvere il tutto”.
“La situazione è pesante non solo per noi agricoltori. Il governo – ricorda Baragli – ha presentato un provvedimento per cercare di arginare il problema, che alcuni ambientalisti del no a tutto hanno superficialmente bollato come ‘caccia libera in città’. Ma resta il fatto che se trovi un cinghiale per strada rischi la vita. E c’è anche un problema economico di non poco conto: cinghiali e ungulati danneggiano i raccolti e di fatto mettono in crisi le aziende. Così non si può andare avanti”.






