Firenze

Alluvione, Ingegneri Fiorentini: “Riaprire i corsi d’acqua tombati, più fondi per manutenzione del reticolo idrico

Un mese fa le esondazioni che hanno colpito la Toscana.

danni da alluvione

“L’alluvione che ha colpito la Toscana nella notte tra il 2 e il 3 novembre ci insegna che è necessario fare una manutenzione costante degli argini, restituire la naturalità ai corsi d’acqua, rimuovere i tombamenti dei fiumi, per proteggere e mettere in sicurezza i corsi d’acqua”.
A dirlo è Vieri Gonnelli, consigliere dell’Ordine degli ingegneri di Firenze ed esperto per il settore idrogeologico, a un mese dall’alluvione che ha colpito la Toscana il 2 novembre scorso.

“La spesa per il rischio di dissesto idrogeologico è aumentata negli ultimi decenni perché il consumo di suolo è stato esponenzialmente in crescita – spiega Gonnelli – molti di questi eventi avvengono come risposta della natura in seguito alla cementificazione e alla nostra attività antropica. Negli ultimi vent’anni gli eventi meteorologici sono stati sempre più localizzati e intensi, causando criticità sui corsi d'acqua di piccole e medie dimensioni, che spesso sono i più colpiti e oppressi dall'attività antropica.”

“Gli investimenti devono essere oculati e dedicati a specifici settori a rischio – conclude Gonnelli. Oltre alla manutenzione degli argini e dei corsi d’acqua, è importante investire in opere che restituiscano la naturalità ai corsi d’acqua dove possibile, attraverso opere di ingegneria naturalistica: ad esempio nel rimuovere i tombamenti dei corsi d’acqua tombati per restituirgli il carattere originario. Gli interventi possono essere molteplici, a livello strutturale e non; è certo, tuttavia, che per realizzare opere di laminazione e ridurre sensibilmente il rischio servono interventi che richiedono investimenti importanti. Tuttavia investendo su queste opere è possibile prevenire i danni futuri, ed evitare di fare la conta dei danni provocati da alluvioni e allagamenti che sono sempre molto più alti dei soldi da destinare alle opere di prevenzione”.

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