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Verso le amministrative: ecco tutti i "lavori in corso"

Fra accordi da trovare, mal di pancia e malumori diffusi.

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A quasi 60 giorni dalla  tornata elettorale amministrativa a Firenze si cerca di stringere i tempi anche perché i giorni che mancano alla chiusura e presentazione delle liste non sono poi molti.
Tutto bloccato dalle contemporanee europee?
Pare di sì dato che i tempi dettano l'agenda in tal senso e anche qui non pare tutto facile per l'ormai quasi ex sindaco di Firenze a cui non è garantito certo un collegio sicuro dato che nella migliore delle ipotesi dovrà scontrarsi con Ricci, Zingaretti e molto probabilmente il presidente del consiglio regionale Mazzeo. Ipotesi che fa tremare i polsi a Nardella anche se arrivano rassicurazioni dal Nazzareno.

Tornando alla lotta per Palazzo Vecchio a destra è da confermarsi ancora la data ufficiale della presentazione di Eike Smidth a candidato sindaco che slitta.
Questi giorni servono a comprendere come orientarsi nell'ipotesi illegittimità (basterà l'aspettativa non retribuita o serviranno le dimissioni da Capodimonte?) ma si approfitta di questo tempo di empasse per chiudere strategie poiché pare che sul tavolo ci sia ancora la discussione se creare una o due liste civiche in appoggio all'ex direttore degli Uffizi.
Il candidato sindaco preferirebbe che l'appoggio venisse da due liste ma i partiti (Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia) temono che questa ipotesi tenda a calamitare troppi voti.
Nel frattempo a destra non si sta fermi e si lavora su quel programma dove la parte del leone lo farà indubbiamente il grave degrado in cui è caduta Firenze negli ultimi anni: sicurezza quindi sopra a tutto, ma altri temi caldi saranno sicuramente le infrastrutture, l'invasione degli airbnb, la mobilità con i contestatissimi scudo verde e le aree 30.

Portata a casa l'appoggio dell'ex lista civica di Giovanni Fittante - ma tutti più o meno sapevano dagli spifferi della politica fiorentina che sarebbe finita così previo promessa di un assessorato - Sara Funaro prosegue nella sua strategia in tour per i quartieri nel segno della continuità nardelliana.

Anche a sinistra le acque sono comunque agitate se anche il rettore Tomaso Montanari con il suo movimento non riesce a trovare una quadra.
Strizza l'occhio a Sinistra Progetto Comune che ha individuato in Dmijtri Palagi il candidato fisico ma anche ad un accordo con la Firenze Democratica di Cecilia Del Re e di alcuni grillini.
Se l'accordo con i secondi è probabile difficile davvero che Palagi e Del Re possano trovare una quadra e unirsi sotto la stessa bandiera.
Sabato è prevista una riunione dei simpatizzanti di "11agosto" e solo in quell'occasione verranno sciolti molti nodi.

Mal di pancia sempre più forti anche nel Movimento Cinque Stelle.
Nonostante il parlamentare di riferimento del territorio Andrea Quartini continui a rassicurare e ribadisca che mai ci potrà essere un accordo col Pd fiorentino da cui il M5S è distante su questioni basilari come quella dell'aeroporto di Peretola pare che a Roma Giuseppe Conte e Elly Schlein abbiamo siglato un accordo per sostenere Sara Funaro; scelta che spaccherebbe il M5S fiorentino dato che troverebbe d'accordo il consigliere Lorenzo Masi (già visto alla convention di Funaro e a quella di Nardella) che da tempo strizza l'occhio ai Dem ma non certamente l'ex candidato sindaco Roberto De Blasi che da grillino della prima ora non intende rinnegare le scelte locali del Movimento e la forte opposizione a questo Pd.
Ovvio che questa ipotesi sancirebbe la fine politica del M5S a Firenze che lascia la lotta pura e s'immola sull'altare di quella politica odiata in cambio di qualche scanno (e magari un'assessorato) in consiglio comunale.
L'ipotesi che se prevale la scelta romana De Blasi esca dal movimento per avvicinarsi a Sinistra Progetto Comune c'è. Del resto il suo buon legame con Palagi e Bundu è noto ai frequentatori del salone dei Duecento.

Cosa succede a centro è davvero il grande enigma che determinerà il futuro di Firenze con il buon Matteo Renzi a fare da regista.
Stefania Saccardi politica stimata trasversalmente e di grande esperienza sia in ambito comunale che regionale non cede un passo e ne ha ben donde forte delle previsioni di voto che la danno vicina alla doppia cifra del 20%.
Il rischio forte è però che il numero, per quanto importante, non sia sufficiente per portarla al ballottaggio contro Funaro.
Che al ballottaggio vada Smitdh e Saccardi rimanga fuori nonostante la buona performance è un ipotesi che c'è e che sancirebbe un tonfo clamoroso, nella sua città, per Matteo Renzi. Onta che lo stratega cerva ovviamente di evitare mandando giù anche qualche rospo.
Nonostante le affermazioni di indipendenza e di voglia di stare lontano da questo Pd di Italia Viva è evidente, e i recenti movimenti di apparente opposizione e poi di non voto in consiglio comunale a Firenze tenendo a galla la maggioranza e gli accordi stipulati in altri comuni della città metropolitana siano più di un indizio per una futura grande coalizione.
Unico certezza è che Stefania Saccardi non accetterà di fare la vicesindaca alla seppur simpatica ma debole Sara Funaro e preferirà rimanere alla vicepresidenza della Toscana lasciando strada libera all'emergente (quasi ex) sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini.

Nel mondo del civismo delle varie liste civiche in corsa, più o meno autentiche o di disturbo che siano, dopo aver incassato il ritiro di Fittante restano in piedi "Firenze Rinasce" di De Giuli che posizionandosi molto a destra trova il suo perché anche quando strizza l'occhio a quel mondo no vax a cui mira diritto dai tempi dell'emergenza covid il sovranista e putianiano consigliere comunale Andrea Asciuti ex Lega oggi Gruppo Misto che insieme al movimento di Gianni Alemanno e il Popolo della Famiglia con la sua "Firenze Vera" cerca di attrarre gli eretici lontani dal pensiero unico.

Tira dritto per la sua strada anche "Ribella Firenze" di Francesca Marrazza che fatica però a trasformarsi da comitato "ribelle" nato soprattutto per la posizione no tramvia a Campo di Marte in movimento politico e la "Firenze Vera" del professore universitario Francesco Zini che invece con il suo savoir faire e il suo puntare sulla Firenze della famiglia e dei cittadini ogni giorno, da novello pollicino, fa un passo in avanti verso una credibilità a cui molti guardano con interesse e che potrebbe avvicinarlo alla soglia ambita a cui nella consiliatura 2014-2019 giunse un altro movimento civico puro: quello capitanato da Criistin Scaletti.

 

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