La riflessione del nostro lettore Marco Nardini dopo il caso dei giorni scorsi, con un arresto per il tentativo di corruzione in merito all’appalto per i lavori sulle strade del Mugello (clicca qui):
Un funzionario della Città metropolitana di Firenze ha denunciato e fatto arrestare un procuratore di una ditta che tentava di corromperlo. Bene il funzionario che ha fatto la denuncia, male, molto male, il tecnico che ha stabilito la base d’asta o il funzionario che non ha escluso l’offerta anormalmente bassa del 46,3%. Pur non conoscendo le carte della gara si può però affermare a priori che in una offerta di gara con ribasso del 46,3% c’è sicuramente una anomalia: o è anormalmente alto il prezzo a base di gara o è anormalmente bassa l’offerta ribassata. Delle due l’una. Sarebbe opportuno che il presidente e il direttore generale della città metropolitana facessero verifiche e punissero i responsabili (il funzionario che ha previsto una base d’asta troppo alta o il funzionario che non ha escluso dalla gara l’offerta troppo bassa). E sarebbe opportuno che anche la Procura della Repubblica non si fermasse al fatto corruttivo ma verificasse anche queste cose. E sarebbe anche opportuno che il TAR non vanificasse, con questioni formalistiche, i provvedimenti con cui le stazioni appaltanti escludono le ditte dalle gare per offerte anormalmente basse, determinando in questo modo la riluttanza delle commissioni di gara a dichiarare le offerte anormalmente basse.






