Firenze

Boom gioco d’azzardo, anche fra i minori

Un fenomeno che preoccupa. Ecco cosa ne pensano gli psicologi

Pericolo gioco

Non si chiameranno casinò perché la legge italiana non lo consente per un perbenismo di facciata, ma si chiamano sale giochi o sale slot e sono disseminate un po' ovunque e anche se il nome è diverso la sostanza non cambia.

Grandi locali, luminosi, attrattivi, belli, spaziosi, accoglienti, col bar e divanetti all'interno e senza orologi al muro che invitano ad accomodarsi e passare ore dove tanti, anzi troppi e ahimè tanti minori passano le loro giornate e rovinano se stessi e le famiglie.  Ma la trappola corre anche in tabaccheria anche se la si sottovaluta un po' troppo, o sulla rete.

“I numeri dei minori in Toscana sono preoccupanti, emerge come il gioco d’azzardo sia una pratica diffusa tra i giovani dai “gratta e vinci” alle criptovalute. Famiglie, scuola e istituzioni, con l’aiuto dei professionisti sociosanitari devono lavorare insieme per fermare questo fenomeno”. A dirlo è la  presidente dell'Ordine degli Psicologi della Toscana Maria Antonietta Gulino.

“È troppo facile per un minore accedere al gioco d’azzardo, specialmente sul web: adesso ai ragazzi vengono promessi guadagni rapidi anche tramite nuove forme di scommesse come il trading online” afferma Caterina Primi, professoressa ordinaria del Dipartimento Neurofarba dell’Università di Firenze. 

“Fra i fattori di rischio – dice Primi – emerge che i ragazzi sono convinti di potersi garantire un futuro tramite una vincita fortunata, bisogna aiutarli a decostruire questa percezione errata e insegnargli a ragionare correttamente sui rischi e le probabilità”.
“Nell’ambito del progetto PRIZE partito nel 2019 e ancora in corso – ha concluso – abbiamo incontrato 4000 ragazzi toscani nelle scuole secondarie di secondo grado per promuovere la prevenzione: quella che si profila è una situazione ad alto rischio su cui bisogna cercare di intervenire in fretta con un approccio multidisciplinare”.

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