Sta diventando virale proprio in queste ore la campagna di boicottaggio dei prodotti tedeschi. Sui social network sta rimbalzando l’hashtag #BoycottGermany completo delle istruzioni su come riconoscere i prodotti tedeschi direttamente dal codice a barre. Viene consigliato di fare una spesa consapevole a favore della Grecia, evitando di acquistare prodotti che iniziano nel codice a barre da 400 a 440 (corrispondenti al made in Germany) e scegliere un altro prodotto. Chi si vuole spingere a boicottare gli alleati dei «falchi» tedeschi può non comprare prodotti olandesi (codice a barre 87) e finlandesi (codice a barre 64) e comprare, invece, prodotti greci (520). La Grecia e i creditori hanno raggiunto un compromesso, ma dal punto di vista greco si tratta di una soluzione piuttosto ingiusta, dettata dalla Germania. L’odio della rete si dirige dunque in primis verso la cancelliera Angela Merkel e il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble. Su Twitter e Facebook vengono diffusi messaggi del tipo: «Support #Greece Defend democracy Boycott Germany @Volkswagen @BMWGroup @Daimler @Siemens @Lufthansa @DeutscheBank @BASF #ThisIsACoup». Mentre su Facebook c’è chi posta messaggi come: «La Germania ha già tentato di distruggere l’Europa due volte, questa è la terza».













