Prosegue il dibattito sulla carenza di organico nelle forze di polizia a Firenze, tema tornato al centro dell’attenzione istituzionale nelle ultime settimane. A intervenire è stato il Segretario provinciale fiorentino del SAP, Massimo Bartoccini, che ha sottolineato come la situazione di sotto organico nel capoluogo toscano non rappresenti una novità, ma una criticità strutturale presente da anni. Secondo il sindacato, il problema non può essere affrontato con stupore o analisi superficiali, poiché i dati sulla riduzione del personale sono da tempo disponibili e facilmente verificabili.
Il SAP evidenzia inoltre come l’impiego dei poliziotti di Firenze in servizi di ordine pubblico e sicurezza fuori provincia o fuori regione rientri nella normale funzione della Polizia di Stato, considerata una risorsa nazionale chiamata a operare in occasione di grandi eventi, manifestazioni religiose, competizioni sportive e stagioni turistiche. In questa prospettiva, la questione non riguarda tanto la destinazione del personale, quanto la sua insufficienza numerica complessiva.
Secondo il sindacato, la carenza di organico si traduce da anni in turni particolarmente gravosi, ricorso frequente allo straordinario, aumento dell’età media del personale e difficoltà nel garantire tutti i servizi essenziali in condizioni operative spesso complesse. Una situazione che, a giudizio del SAP, richiede maggiore chiarezza nei confronti dei cittadini e una visione di lungo periodo nelle scelte politiche e amministrative.
In questo contesto, il sindacato ha avanzato una proposta definita strutturale e non emergenziale: la realizzazione a Firenze di una Scuola di Polizia, sul modello di quella dei Marescialli dei Carabinieri. Una struttura che, secondo le stime del SAP, potrebbe formare ogni anno migliaia di nuovi agenti, rafforzando concretamente la capacità dello Stato di rispondere ai bisogni di sicurezza sul territorio.
Il nodo centrale, secondo Bartoccini, resta l’insufficienza delle attuali scuole di formazione della Polizia di Stato, aggravata dalla chiusura di numerose strutture negli anni passati. Per il sindacato, la tutela della sicurezza passa attraverso investimenti, programmazione e scelte coraggiose, evitando soluzioni di facciata e puntando su interventi in grado di rafforzare stabilmente Firenze e il sistema della sicurezza nazionale.






