La parrocchia del Chiesa del Sacro Cuore al Romito celebra il centenario della propria fondazione, confermandosi punto di riferimento religioso e sociale per il quartiere Vittoria-Romito di Firenze. Per l’occasione, la comunità guidata da don Paolo Capecchi ha promosso un articolato programma di iniziative volto non solo a ricordare le tappe fondamentali della propria storia, ma anche a delineare una visione condivisa della “chiesa del futuro”.
L’edificio sorge in un’area di grande valore storico, dove un tempo si trovavano le arcate dell’antico acquedotto romano e un romitorio dedicato a Santa Lucia. Alla fine dell’Ottocento, il mecenate Egisto Fabbri sostenne il trasferimento dell’asilo mortuario comunale, affidato ai frati Cappuccini. Con l’espansione demografica del primo Novecento, il Comune finanziò la costruzione della nuova chiesa, progettata dall’ingegnere Ezio Zalaffi. La prima pietra fu benedetta il 28 giugno 1925 e nel 1929, grazie anche al contributo della famiglia Burgisser, fu ufficialmente eretta la parrocchia.

Inaugurazione Casina Regina PACIS
Nel corso dei decenni, la chiesa ha attraversato momenti complessi, tra cui i bombardamenti del 1944, per poi essere ampliata e restaurata nel dopoguerra su progetto dell’ingegnere Pio Galliano Boldrini. Nel tempo si è arricchita di opere d’arte, tra cui interventi della scultrice Amalia Ciardi Dupré. La guida dei Cappuccini, con figure come padre Filippo da Tavola, ha trasformato la parrocchia in un centro di aggregazione, successivamente affidato alla diocesi.
Accanto alla dimensione liturgica, la parrocchia ha sviluppato un forte impegno sociale, collaborando con Caritas, Misericordia di Rifredi e Banco Alimentare. Significativa è anche l’esperienza della “Casina Regina Pacis”, che accoglie le famiglie dei bambini in cura presso l’Ospedale Pediatrico Meyer. Il recupero della sala cinematografica in Teatro del Romito ha inoltre rafforzato il ruolo culturale della parrocchia nel quartiere.
Il calendario del centenario prevede incontri con accademici e personalità legate alla comunità, tra cui Tomaso Montanari e Luigino Bruni, oltre a momenti di riflessione, spettacoli teatrali e iniziative comunitarie. Le celebrazioni culmineranno con un concerto di arpa celtica di Stefano Corsi, a testimonianza di un percorso che intreccia memoria, cultura e partecipazione attiva. Il centenario rappresenta così non solo un traguardo storico, ma un’opportunità per rinnovare l’impegno pastorale e sociale in un quartiere in continua evoluzione.






