Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze interviene nuovamente nel dibattito pubblico relativo alla realizzazione del Passante Alta Velocità e della stazione Foster, esprimendo forti perplessità sui tempi, sui costi e sulle scelte progettuali dell’opera. In particolare, l’associazione sottolinea come le recenti dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini indicherebbero uno slittamento della conclusione dei lavori oltre le precedenti previsioni, collocando il completamento tra il 2029 e il 2030, superando quindi la data del 2028 indicata in precedenza.
Secondo il Comitato, tale revisione temporale confermerebbe criticità già evidenziate negli anni, in particolare riguardo ai ritardi accumulati nelle operazioni di scavo con le talpe meccaniche. L’associazione stima un ritardo significativo rispetto al cronoprogramma iniziale e ritiene che anche le nuove tempistiche possano risultare difficilmente rispettabili.
Un ulteriore elemento di contestazione riguarda il progetto del collegamento tra la futura stazione AV e l’area di Santa Maria Novella, in particolare il cosiddetto “people mover”. Il Comitato evidenzia come la definizione di questa infrastruttura come “opzione” lascerebbe intendere un’incertezza sulla sua realizzazione, legata anche ai costi stimati per le opere accessorie. Tale aspetto viene interpretato come una criticità nella pianificazione complessiva del sistema di accessibilità alla nuova stazione.
Nel documento viene inoltre ripercorsa l’evoluzione progettuale dell’opera, ricordando come le scelte attuali siano il risultato di modifiche intervenute nel corso degli anni, anche a seguito di vincoli urbanistici e decisioni delle autorità competenti. Secondo il Comitato, sarebbero state possibili alternative meno impattanti e più economiche, come il potenziamento della rete di superficie.
Tra le criticità segnalate rientra anche la gestione delle terre di scavo, inizialmente destinate a un progetto di riutilizzo ambientale e successivamente conferite in discarica, con conseguenti implicazioni economiche. Il Comitato solleva inoltre interrogativi sui costi di gestione futura della stazione Foster e sulla sua effettiva sostenibilità in relazione ai flussi di passeggeri previsti.
L’intervento si inserisce in un confronto pluridecennale sul progetto dell’Alta Velocità a Firenze, che continua a suscitare posizioni divergenti tra istituzioni, tecnici e comitati cittadini, evidenziando la complessità delle scelte infrastrutturali e il loro impatto sul territorio.
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