Presenti anche membri del Comitato contro la Centrale a Biomasse di Petrona. Un tempo erano le piazze, poi le Case del Popolo; adesso sono i campi i nuovi luoghi dove viene fatta politica. Come è avvenuto l’altra sera all’Osmannoro per l’incontro organizzato dal Comitato per la Piana Contro le Nocività e le Mamme No Inceneritore.
Un incontro come i tanti fatti negli ultimi mesi in quel francobollo di terra tra la tangenziale, l’aeroporto, la discarica e l’autostrada. Dove è nato il presidio per opporsi alla costruzione della nuova pista dell’aeroporto di Peretola, che proprio su quel campo dovrà passare, e l’inceneritore di Case Passerini, ad alcune centinaia di metri.
Un luogo o, per rendere l’idea, un “laboratorio di cittadinanza attiva” che sta raccogliendo consenso diffuso nel sestese, in particolare, ma riceve le simpatie di tutta la Piana toscana e, fino ad ora, anche la considerazione della nuova amministrazione locale.
“Perché Sesto ha già fatto pagare ai propri cittadini e al territorio il conto del progresso” hanno precisato gli organizzatori- “non siamo quelli che voglio il calesse e le lampade ad olio ma quando è troppo è troppo”.
Ma ieri sera, su alcuni giornali c’era un minuto trafiletto, a portare sostegno a quegli abitanti è venuto fin da Napoli all’Osmannoro, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Quel Sindaco, che a Napoli ha deliberato una legge che riconosce lo stato giuridico dei Beni Comuni, e assieme alla cittadinanza sta costruendo politiche per creare una Napoli che sia di tutti e usufruibile da tutti, “una Napoli bene comune”. Tant’è che assieme al Sindaco erano presenti, a confermare che le sue non sono solo parole da comizio, i ragazzi dell’ Ex- Opg “je so pazzo” (un ospedale psichiatrico abbandonato da decenni e “Occupato”, o come ha preferito definirlo De Magistris “liberato” da un collettivo di ragazzi che ha iniziato un lavoro di riqualifica raccogliendo collaborazione e solidarietà dai cittadini). La giunta napoletana sostiene queste esperienze perché, si spiega, “recuperare stabili abbandonati per noi sono meriti più che colpe” perché alleviano un fardello all’Amministrazione, ha spiegato de Magistris.
Benché il collettivo non riponga molta fiducia nell’istituzione pubblica e non abbia “l’intenzione di riportare le persone a votare”, e dal canto suo De Magistris ha più volte ribadito di essere un “uomo delle istituzioni e volerle far rispettare”. Entrambi i soggetti, però, non hanno motivi per non collaborare per il benessere collettivo.
De Magistris, ha colto l’occasione per fare il punto sull’operato del suo comune, non vergognandosi di ribadire che Napoli verte ancora in condizioni critiche dove la malavita è padrona e i disservizi sono molti. Ma dallo scorso mandato la politica che ha guidato gli interventi comunali è stata opposta al modello privatistico e speculativo promosso dagli ultimi governi. Asilo, trasporto cittadino e gestione dell’acqua “rispettando la volontà del referendum”: sono pubblici.
De Magistris ha spiegato come la sua intenzione, in quanto Magistrato, sia di “usare il diritto non per reprimere ma per liberare” ed ha contestato “il commissariamento” come strumento di risoluzione, come per Bagnoli, “perché soffoca i problemi e noi vogliamo risolverli, dobbiamo liberare gli spazi”. Un programma politico chiaro e semplice ma che si trova a scontrarsi con una realtà dura.
Tante le forze messe in campo che in occasione delle votazioni amministrative, hanno indossato la maglia con scritto “controllo popolare” per assicurare la possibilità di un voto non comprato. Un atto che è stato molto contestato: “alcuni di noi hanno avuto paura perché da alcuni quartieri non sai se torni tutto intero a casa” ha raccontato una ragazza dell’Opg.
Le esortazioni, mosse dal sindaco alle tante realtà presenti, a non mollare “a stare con il fiato sul collo alle amministrazioni” per garantire alla collettività un reale operato nel suo interesse. Tra gli interventi il Comitato No Aeroproto, i lavoratori di Publiacqua, il Cpa, immancabile il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi, e anche una voce proveniente dal lontano Mugello, giunta a portare solidarietà alla Piana: il Comitato Contro la Centrale a Biomasse di Petrona, reduce da una sudata vittoria ha raccontato brevemente la propria esperienza a “dimostrazione che certe volte i buoni vincono anche quando la partita sembra persa”. 500 persone si sono raccolte per ascoltare un “uomo delle istituzioni” molto diverso da quelli che siamo abituati a vedere. E tra le citazioni di Rousseau e il diritto Romano, a chiunque un confronto con la nostra classe dirigente, è venuto spontaneo.






