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Disforia di genere: dopo l'ispezione del Ministero arriva il neuropsichiatra

In arrivo una delibera di Careggi per incaricare il professionista mancante. Giani stigmatizza ma che la figura ad oggi non c'era è un fatto.

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Nella polemica il centro per la disforia di Careggi Nella polemica il centro per la disforia di Careggi © Foto di Gerd Altmann da Pixabay
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Non si può che definire un pasticciaccio quello di Careggi sul centro per la disforia di genere anche se il Presidente della Regione Eugenio Giani e l'assessore Bezzini stigmatizzano con l'annuncio che a giorni arriverà al centro un neuropsichiatra incaricato per rispettare la relazione degli ispettori inviati dal Ministero della Salute nel gennaio scorso. (articolo qui)
La vicenda lo ricordiamo ha avuto origine da un'interrogazione parlamentare del capogruppo al Senato di Fratelli d'Italia Maurizio Gasparri del dicembre scorso che chiese di chiarire se nel centro di Careggi fossero attuate tutte le procedure di legge in merito al trattamento della disforia di genere nei bambini e l'uso del farmaco triptorelina, autorizzato dall'Agenzia europea del farmaco per uso veterinario, e che "verrebbe somministrato - secondo il sospetto del Senatore - a bambini di 11 anni senza alcuna assistenza psicoterapeutica e psichiatrica".

“Quali sono le osservazioni della relazione? Il neuropsichiatra? Lo metteremo a giorni”, conferma il presidente della Regione Eugenio Giani, che tacitamente affermando che fino ad oggi la procedura non era quantomeno quella indicata dal Ministero di Orazio Schillaci e fa ancora più infuriare gli esponenti del centrodestra anche regionali e anziché gettare acqua sul fuoco com'era sua intenzione alimenta l'incendio.

"Una relazione assolutamente ordinaria, come accade per tante prescrizioni che il ministero può fare a centri di avanguardia e di alto livello come quello che abbiamo a Careggi.
Il neuropsichiatra? Lo metteremo a giorni. E le altre prescrizioni le raccolgo come osservazioni costruttive, ad un centro che non viene messo in discussione e offre una risposta al disagio di tante famiglie che non cercano nel modo più assoluto nessuna forma di amplificazione mediatica di una situazione di grave delicatezza che vivono col proprio figlio nella propria famiglia”,
afferma il governatore ad Adnkronos. 
La Regione dovrà fare un piano migliorativo entro 30 giorni i cui effetti saranno valutati dopo 90. E' bene sottolineare comunque che, nella relazione non ci sarebbero richieste di intervento urgente o di sospensione delle attività.

Giani continua a stigmatizzare il caso definendolo un “polverone strumentale” in chiave elettorale. 
“Ritengo che l’onorevole Gasparri debba fare una grande analisi di coscienza perché lascia stupiti e amareggiati il voler strumentalizzare, perché fra due mesi ci sono le elezioni, una situazione di un servizio che viene reso a dei ragazzi, a delle famiglie”.

Ma Fratelli d’Italia non ci sta, s'infuria e insiste con una mozione che porta la firma in calce di tutti i consiglieri regionali Diego Petrucci e Vittorio Fantozzi e chiede lo stop immediato delle attività del centro di Careggi con il trasferimento al Meyer e le dimissioni dei responsabili della vicenda.
“È ormai chiaro che non sia presente un neuropsichiatra infantile, figura necessaria secondo l’Aifa per seguire i bambini con presunta disforia di genere trattati con il farmaco triptorelina. Per noi questo è sufficiente per chiedere la sospensione dell’attività di Careggi e far seguire i pazienti in carico dal Meyer - dice Petrucci - Continuiamo a non comprendere perché si è voluto costituire un simile centro proprio all’interno di Careggi e non al Meyer, una eccellenza nazionale della nostra pediatria”.
Per FdI un’altra “preoccupante anomalia” è che Careggi “non abbia trasmesso adeguatamente  all’Aifa i dati riguardo agli effetti dell’utilizzo della triptorelina se impiegato per la disforia di genere. Una mancanza che azzoppa lo studio sull’impiego del farmaco per questi particolari casi”. 

"Si accolgano immediatamente i correttivi chiesti da Roma e che la vicenda non dia più adito a continue esternazioni politiche”, la richiesta che arriva dalla Lega con i consiglieri Elena Meini e Giovanni Galli.
“L'argomento è particolarmente sensibile ed ovviamente ci mettiamo nei panni di quei genitori che, quantomeno, sono stati come travolti da notizie molto pesanti che riguardano i propri figli - continuano Galli e Meini - Il diritto alla salute nella sua interezza è un bene molto prezioso e tutti devono impegnarsi al massimo perché non venga mai messo in discussione. Adesso basta chiacchierare, si correggano, lo ripetiamo, i potenziali errori e s'individuino eventuali responsabili qualora si fossero adottate procedure non corrette sui giovani”. 

 

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