Nel giorno del suo centoquattresimo compleanno, Elda Beatrice Bertini, cittadina più longeva del territorio di Greve in Chianti, ha condiviso con la comunità un traguardo che intreccia memoria storica, resilienza personale e apertura al presente. Nata a Prato il 23 febbraio 1922 e residente da circa vent’anni nel comune chiantigiano, Bertini rappresenta una testimonianza vivente di oltre un secolo di trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche.
Accolta per l’occasione dal sindaco Paolo Sottani e dalla vicesindaca Monica Toniazzi, la festeggiata è stata celebrata come esempio di determinazione e consapevolezza. L’amministrazione comunale ha sottolineato il valore della sua esperienza, definendola un punto di riferimento per le nuove generazioni e per l’intera comunità di Greve in Chianti.
Nonostante l’età avanzata, Bertini dimostra una sorprendente familiarità con le tecnologie contemporanee. Utilizza con naturalezza l’assistente vocale Alexa per ascoltare musica, spaziando dalla lirica mattutina alle note serali del jazz, e coltiva quotidianamente passioni come la lettura, l’enigmistica e la scrittura poetica. La sua attitudine contribuisce a superare gli stereotipi legati all’ageismo, dimostrando come l’innovazione digitale possa essere uno strumento accessibile e stimolante a ogni età.
La sua biografia attraversa pagine complesse della storia italiana. Durante il regime fascista, la famiglia subì gravi ritorsioni: il padre, che gestiva un’edicola dove vendeva il quotidiano Avanti!, fu costretto ad abbandonare l’attività dopo l’incendio appiccato per motivi ideologici. Quegli eventi, insieme ai bombardamenti e al clima di terrore, hanno lasciato un segno indelebile nella sua memoria.
Accanto alle difficoltà storiche, Bertini ricorda anche un amore giovanile ostacolato dalle divisioni politiche dell’epoca. La poesia, coltivata fin dagli anni Cinquanta, è divenuta per lei uno strumento di elaborazione interiore e di espressione libera dei sentimenti. I suoi componimenti, raccolti in un quaderno personale, affrontano temi quali la memoria, il paesaggio toscano e gli affetti familiari, restituendo uno sguardo sensibile e partecipe sul tempo che passa.
La sua storia si configura così come un ponte tra passato e presente, tra le ferite della storia e la capacità di rinnovarsi, offrendo alla comunità un esempio concreto di longevità attiva e consapevole.






