Un progetto che unisce territorio, sostenibilità e educazione alimentare prende forma a Signa, dove la farina “Made in Signa” entra ufficialmente nelle mense scolastiche grazie alla collaborazione tra amministrazioni locali e il gestore della ristorazione pubblica “Qualità & Servizi”. L’iniziativa, presentata a Villa Alberti, rappresenta un esempio concreto di filiera corta applicata al servizio pubblico, coinvolgendo produttori agricoli, trasformatori e operatori della panificazione.
Il pane distribuito nelle scuole è realizzato con grano coltivato nella Piana Fiorentina, trasformato dal Molino Messerini e lavorato dal Forno Cafissi, secondo un processo interamente locale. Si tratta di un prodotto a chilometro zero, varietà Pandas, che da alcuni giorni viene servito a circa 1200 studenti nei comuni di Signa e Carmignano, anche grazie all’attivazione del nuovo centro cottura situato a La Serra.
L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia volta a rafforzare la cosiddetta “comunità del cibo”, mettendo in relazione istituzioni, famiglie e imprese locali. Il progetto punta non solo a garantire un’alimentazione di qualità, ma anche a promuovere una maggiore consapevolezza nei confronti delle scelte alimentari, soprattutto tra le nuove generazioni.
Particolare attenzione è stata posta al valore educativo dell’iniziativa. La scuola viene considerata un luogo privilegiato per costruire abitudini alimentari corrette e durature. I dati relativi al basso livello di scarti alimentari registrati nelle mense indicano un elevato gradimento da parte degli studenti, confermando l’efficacia dell’approccio adottato.
Dal punto di vista produttivo, il progetto valorizza competenze e tradizioni locali, sostenendo le imprese del territorio e incentivando pratiche agricole e industriali attente alla qualità e alla sostenibilità. L’intera filiera è caratterizzata da tracciabilità e controllo, elementi che garantiscono sicurezza e trasparenza per il consumatore finale.
L’iniziativa assume anche una dimensione ambientale e culturale, promuovendo modelli alternativi rispetto alle grandi filiere globali e contribuendo alla riduzione dell’impatto ecologico. Allo stesso tempo, rafforza l’identità territoriale e si collega alle strategie di promozione turistica, dove il cibo locale diventa elemento distintivo e attrattivo.
Il progetto del pane “Made in Signa” si configura dunque come un modello replicabile, capace di coniugare qualità del prodotto, educazione alimentare e sviluppo territoriale, offrendo al contempo un esempio concreto di integrazione tra pubblico e privato al servizio della collettività.






