Firenze

Firenze, calano gli affitti ma aumentano le case vuote nel centro storico

A incidere su questo fenomeno sarebbe soprattutto l’incremento dei posti letto destinati agli studenti, in grado di assorbire una quota rilevante...

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Nel mercato immobiliare fiorentino emerge una dinamica inedita che riguarda il settore delle locazioni residenziali, in particolare nel centro storico. Secondo quanto evidenziato da Property Managers Italia, la crescente diffusione degli studentati privati avrebbe modificato in modo significativo l’equilibrio tra domanda e offerta, determinando una diminuzione dei canoni di affitto e, allo stesso tempo, un aumento degli appartamenti sfitti.

A incidere su questo fenomeno sarebbe soprattutto l’incremento dei posti letto destinati agli studenti, in grado di assorbire una quota rilevante della domanda che in passato si orientava verso monolocali e bilocali. Di conseguenza, immobili che fino a poco tempo fa venivano locati con facilità a cifre comprese tra i 1.300 e i 1.400 euro mensili risultano oggi difficili da affittare anche a prezzi inferiori ai 1.000 euro.

Le analisi del settore indicano una riduzione dei canoni compresa tra il 20% e il 25%, attribuita principalmente all’aumento dell’offerta abitativa legata agli studentati, più che alle recenti regolamentazioni sugli affitti brevi. Tuttavia, il calo dei prezzi non sembra sufficiente a rilanciare la domanda, evidenziando una possibile trasformazione nelle preferenze abitative dei residenti.

Tra le criticità segnalate emergono fattori legati alla qualità della vita nel centro cittadino, come le limitazioni alla mobilità dovute alla Ztl, la percezione di carenza nei servizi di base e alcune problematiche legate alla sicurezza. Questi elementi contribuirebbero a rendere meno attrattiva la residenza stabile nel cuore della città, nonostante la diminuzione dei costi.

Il quadro che si delinea suggerisce dunque un riequilibrio spontaneo del mercato, in cui l’aumento dell’offerta non si traduce automaticamente in maggiore accessibilità per i residenti. Al contrario, il rischio evidenziato dagli operatori del settore è quello di una crescita del numero di immobili inutilizzati, in assenza di una domanda solida sostenuta anche dal potere d’acquisto delle famiglie.

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