Un piccolo e distanziato gruppo di ristoratori ha protestato ieri pomeriggio davanti al cortile della dogana di Palazzo Vecchio mentre era in corso il consiglio comunale per dire no alla Ztl notturna che entrerà in vigore da sabato.
Il presidente del consiglio comunale Luca Milani ha interrotto il consiglio comunale per ascoltare le loro ragioni insieme ai capogruppo di ogni schieramento politico.
Chiedono l'abolizione della Ztl notturna dicendo che la stessa, insieme al proliferare dei locali "mangiatoie" dell'estate fiorentina ha ammazzato definitivamente le loro attività.
Le perplessità emergono soprattutto sulla scarsa informazione su dove e come parcheggiare e sull'orario della ztl notturna che iniziando alle 23 dovrebbe poco penalizzare la ristorazione ma servire per arginare la movida selvaggia.
Da una parte c'è da tutelare la città, l'interesse dell'ambiente e quello del diritto al parcheggio e al sonno dei residenti dall'altro quello delle attività penalizzate dalle chiusure della pandemia.
Nessun retrofront. La ztl notturna ci sarà.
E' stato irremovibile l’assessore Stefano Giorgetti che però per venir incontro alle ragioni dei ristoratori, dei commercianti si è accordato per tariffe ridotte nei parcheggi gestiti da Firenze Parcheggi, dalle 20 alle 8 (Stazione, San Lorenzo, Binario 16, Porta al Prato, Parterre, Beccaria, Sant’Ambrogio e piazza della Calza); per destinare di via dell’Ariento e altre aree (tutte ancora da individuare) a sosta per auto e motorini; a un piano culturale attrattivo e una campagna di comunicazione capillare per far capire che in centro si potrà comunque accedere. Infine è in arrivo anche l’ok definitivo dei garage privati per la sosta scontata (provvedimento che lo scorso anno ha riscosso un discreto successo).
Il problema rimane secondo molti residenti, la ztl notturna che ferma l'accesso al centro sposta semplicemente il parcheggio selvaggio nelle aree marginali alla ztl stessa con buona pace dei posti auto, già scarsi, dei residenti.






