Il turismo diretto a Firenze in pericolo a causa dei due turisti cinesi positivi al Coronavirus che hanno trascorso due giorni in città prima di partire per Roma dove la malattia si è manifestata. E mentre sui social si scatena la ricerca dell’hotel dove avrebbero soggiornato i due turisti c’è chi seriamente pensa che il turismo in città come Firenze dovrebbe essere affrontato in modo diverso da quanto fatto fin qui.
Per questo l’associazione “Progetto Firenze” nata con l’obiettivo di affrontare il disagio del vivere nella città di Firenze ha inviato una nota relativa ai titoli dei quotidiani che parlano di “Ecatombe turistica” e della cancella zione di 400mila arrivi.
L’associazione “Progetto Firenze” si è costituita due anni fa per fronteggiare la sovra-saturazione turistica del capoluogo toscano, attraverso la rinascita di un nuovo equilibrio tra residenza e lavoro, tra cittadinanza, categorie e istituzioni. Come avevano sempre sottolineato “l’overtourism è potente, ma allo stesso tempo incredibilmente fragile: basta poco e si va a gambe all’aria”. E i fatti di questi giorni sembrano dimostrarlo.
“Anche se scontato, – si legge nella nota dell’Associazione – ci teniamo ora a dire che quello che stiamo leggendo sui quotidiani non ci piace, non è il Coronavirus, ovviamente, la soluzione. Ci sentiamo vicini ai tanti turisti asiatici e alle comunità cinesi di Firenze e Prato, oggetto dell’ignoranza e di fenomeni di esplicito razzismo, e a tutti quelli che, a vario titolo, stanno combattendo l’emergenza, compreso gli operatori turistici. Ora è il momento di fare comunità. Poi, arriverà quello per capire, riflettere e trovare un nuovo equilibrio sociale ed economico. Perché la strada ora è segnata.”












