Firenze

E’ morta Sandra Alvino, la paladina dei diritti trans stroncata da un male incurabile

Potè cambiare sesso solo nel 1974, sposandosi poi civilmente nel 1982 con Fortunato Talotta, uomo e marito che gli è stato accanto fino all’ultimo momento.

Sandra Alvino il giorno del suo matrimonio

E' morta stamani a Firenze all'età di 77 anni Sandra Alvino che ha lottato per tutta la vita per il riconoscimento dei diritti civili. Una donna che ha combattuto con tutte le sue energie, senza guardare in faccia nessuno, pagando sempre in prima persona.

"Io sono una signora”, diceva con orgoglio Sandra, storica Presidente dell’Associazione italiana transessuali, nata uomo, ma che ha sempre vissuto come donna. 
Quel "sempre" che ha pagato caro, perfino col confino e più condanne per aver combattuto per il suo riconoscimento. 
Nell'Italia bigotta e puritana degli anni Sessanta ha lottato potendo poi cambiare sesso solo nel 1974, sposandosi poi civilmente nel 1982 con Fortunato Talotta uomo e marito che gli è stato accanto fino all’ultimo momento.
Fortunato e Sandra si sono sposati nel carcere di Sollicciano e si erano incontrati in un altro carcere fiorentino, quello delle Murate nei primi anni Settanta.

Il suo modo di combattere, vivace, provocante, a volte anche un pò sopra le righe, ma sempre rispettoso degli altri, l’ha fatta conoscere a livello nazionale.
Tante le battaglie portata evanti come quando a Viareggio nel 2010 munita di cartello protestò davanti al palazzo comunale.

“Io sono una donna e ho sempre cercato la dignità che non mi è mai stata data – evidenziava nelle sue interviste – ho passato quattordici anni in prigione, mi hanno dato anche il falso ideologico per aver messo una “a” al posto di una “o” sul nome della mia carta di identità.
Mi sono sposata e non sono riuscita a trovare un lavoro, cosi sono entrata in depressione e sono stata dichiarata invalida. Io sono una persona onesta, non sono mai andata a spogliarmi in tv e ho sempre salvaguardato il nome dei miei genitori. Negli anni ’60 ci siamo battute per dimostrare che eravamo donne e non uomini o vie di mezzo. Il 14 aprile del 1982 abbiamo ottenuto la legge 164, secondo la quale il giudice può disporre una ‘rettificazione di attribuzione del sesso’ e riconoscerti di sesso femminile anche se sei nato di sesso maschile. Oggi sto lottando ancora, ma contro il fatto di essere accomunata ai trans che si spogliano per strada e che si prostituiscono. Ho pubblicato un libro, ho scritto al presidente della Repubblica, ho chiesto aiuto ai vari presidenti del Consiglio, ai vari sindaci, Renzi e Nardella compresi, con bei sorrisi e loro strette di mano davanti a telecamere e fotografi, ma poi senza portare a termine le loro promesse e impegni presi”.

Anche su don Santoro, il sacerdote fiorentino parroco a Le Piagge, che volle sposarla con un grande battage mediatico – matrimonio che fu invece alla fine una semplice benedizione – aveva le sue idee. Riteneva di essere stata sfruttata, ma pensava, all’inizio, che poteva essere al suo fianco nelle battaglie che lei ha sempre combattuto, cosa che poi non è avvenuto pienamente. Chiesa che comunque è sempre stata accanto a Sandra, in particolare il cardinale Giuseppe Betori che tramite la sua segreteria particolare non ha mancato di aiutarla quando era in difficoltà. 

Sandra Alvino è venuta a mancare nel giorno dell’elezione di Papa Francesco, avvenuta 8 anni fa. “Io sono cattolica – diceva Sandra – e al Papa chiedo che riesca ad accettare la nostra situazione. Siamo persone che hanno sofferto, vivono nell’onestà e hanno la fede, ma purtroppo non avendo un corpo adeguato al sesso e alla mente lo hanno modificato per vivere meglio, chiediamo che la Chiesa accetti la nostra condizione e le nostre unioni”.

Ciao Sandra, la speranza è che le tue lotte, le tue sofferenze siano servite a costruire una società migliore più civile e più attenta a chi rivendica il giusto riconoscimento della propria identità.
 

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