Nei giorni scorsi Giovanni Incagli (naturalmente a titolo personale e non come amministratore della Vivi lo Sport) ha pubblicato su Facebook una riflessione con alcuni interrogativi sul fatto se non fosse il caso di tutelare maggiormente dall’epidemia da Covid-19 gli anziani (anche con tutele differenziate), che sono la parte di popolazione più esposta ai rischi di questa pandemia. Incagli, che spiega di aver poi ritirato il post in questione per il rischio che venisse frainteso e chiarisce che si trattava semplicemente di una riflessione che poneva degli interrogativi (che sono stati anche al centro del dibattito nazionale) viene però criticato dalla Cgil con la seguente nota arrivata stamani in redazione:
Egregio Direttore, leggiamo un post su facebook del Presidente di Vivi Lo Sport, in cui, ponendo l’attenzione su un settore della popolazione che “una vita l’ha vissuta” con intento protettivo dalla pandemia in corso, “inciampa” in alcune possibili obiezioni.
A partire dal fatto che l’età non dovrebbe essere un discrimine per l’esercizio del diritto alla libera circolazione: pensiamo, crediamo, che anche la Costituzione dica qualcosa in questo senso.
Non è poi vero che gli anziani hanno minori esigenze di vita sociale, casomai il contrario, e lo dimostrano le partecipazioni ad attività ludiche e socializzanti che organizzazioni e associazioni dedicano a questa fasce di età.
Non sappiamo dove l’autore del post ricavi i dati sui consumi, ma sappiamo che i consumi cambiano al cambiare dei bisogni ed in ogni fase della vita possono insorgere bisogni particolari.
Infine, ma non per ultima, la riflessione sul “non deve andare a scuola” può essere vera, ma ad accompagnare e riprendere i bimbi spesso sono i nonni, che poi possono seguire corsi all’università dell’età libera.
Insomma, la riflessione sul messaggio di quella pagina facebook può suscitare un ampio confronto, approfondendo temi che oggettivamente sono solo sfiorati, come un post consente.
Le Leghe SPI CGIL e la Camera del Lavoro del Mugello






