Nel dibattito politico locale, il termine "autocandidatura" sembra essere diventato di moda, suscitando interrogativi su ciò che realmente rappresenta. L'ex vicepresidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi, getta luce su questo tema controverso, sollevando questioni interessanti riguardo alle candidature spontanee e alla loro reale natura. A seguire le dichiarazioni diffuse dall'onorevole:
Il termine "autocandidatura" evidentemente va forte in città. È un'"auto candidatura" quella del sindaco alle europee? O quello di altri assessori che vogliono correre per sindaco? Quale la differenza se le parole sono le medesime, ossia "mettersi a disposizione" per un ruolo.? Vedo che il tema è diventato una vera "ossessione " per alcuni.
Oppure si deve pensare che ci siano persone di serie A a disposizione e altre di serie B. ? Invito tutti a una maggiore coerenza. Non sono mai autocandidature. Chi ha pensato di mettersi a disposizione, è evidente che prima di muoversi ha raccolto richieste provenienti da gruppi, ambienti e soggetti e categorie della città.
Ma questo lo sanno bene i dirigenti del partito che invece si stanno muovendo su una scala molto inclinata che non prevede le primarie se non come ultima spiaggia.
Le migliori risorse in campo e percorsi condivisi, ecco ciò che sarebbe servito. Ma il dibattito ormai è diventato stucchevole. Credo che i cittadini abbiano già capito quali siano i meccanismi e credo anche che sapranno giudicare.






