Firenze

I tecnici dell’Università di Firenze a Camogli per il recupero dopo il crollo del cimitero in mare

A un mese dal crollo in mare della falesia che ha portato con se parte del cimitero del paese ritrovati 320 resti umani al termine dei recuperi in superficie. Nei prossimi giorni scatteranno gli scavi con le pale meccaniche.

i tecnici dell'università di Firenze al lavoro a Camogli

A poco più di un mese dal collasso della falesia di Camogli che ha trascinato in mare parte del cimitero proseguono grazie anche all'opera dei tecnici dell'Università di Firenze le ricerche dei corpi dispersi durante il crollo di parte di cimitero di Camogli che oggi sono ad una svolta come leggiamo sulle pagine di Genova 24 le operazioni ‘in superficie’ sono praticamente terminate e nei prossimi giorni dovrebbe scattare la terza fase, quella della movimentazione meccanica del terreno.

In queste settimane sono stati recuperati 320 resti umani, compresi in parti di copri cassette, ossari e bare. Un numero che ricorda la stima del totale delle salme disperse, ma che nei fatti è solo una coincidenza, visto che probabilmente molte parti sono andate disgregandosi durante questi giorni.

“Terminata questa fase faremo un punto tecnico con tutti gli operatori coinvolti e i tecnici dell’università di Firenze – spiega il sindaco di Camogli Francesco Olivari – per capire come procedere con la fase successiva, cioè quella degli scavi veri e propri”. 

Ieri è arrivato un nuovo pontone dotato di benna meccanica che consentirà di operare scavando la parte prospiciente il mare a una profondità di oltre un metro.
Se non emergeranno complicazioni durante lo scavo, continueranno in parallelo gli scandagliamenti in mare, per verificare se dalla parte smossa emergessero altri resti umani, in contemporanea alla perlustrazione visiva in superficie. Ad oggi non è ancora però possibile prevedere un termine di tutta questa grande operazione di recupero.

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