Un postino (precario) di Poste Italiane pone l’attenzione su un problema che da quando è iniziata quest’emergenza abbiamo fino ad oggi ignorato, Noi non vogliamo farlo e riportiamo integralmente la sua lettera.
“Capisco che la gente si annoia in casa, che non sa come passare il tempo, ma gli acquisti compulsivi in internet vanno evitati. Qui si fa tutto un gran parlare ipocrita: Canzoncine alla finestra, applausi, cose anche carine e utili per l’umore. Ma la sostanza?
I corrieri e i postini portano a casa della gente pacchi e pacchi di ordini superflui. Con una mascherina riutilizzabile a testa se va bene, lavorando in ufficio in tanti nella stessa stanza, cercando di mantenere le distanze naturalmente, toccando centinaia di oggetti e buste che arrivano da tutto il mondo. Poi usciamo per le consegne e… Davvero un postino deve uscire per portarvi a casa un paio di scarpe, dei vestiti, giocattoli, gadget vari?
Mi piace questo lavoro e sono orgogliosa di rendere un servizio utile, ma mettersi in pericolo per la superficialità altrui anche no. Cerchiamo di capire se per quello che ordiniamo su Amazon e sulle varie piattaforme vale davvero la pena far correre rischi a qualcuno.
Poi ultima cosa, nessuno si aspetta ringraziamenti perché fa solo il suo lavoro ma nemmeno la totale mancanza di rispetto e la solita maleducazione e strafottenza verso chi lavora che credimi, è sempre la stessa. Polemiche e lamentele per il ritardo di un pacco che nel 90% dei casi contiene un oggetto superfluo.
Esco la mattina alle 6,30 e se torno alle 18 mi ritengo fortunata, ma chiediamo poche semplici regole, mai rispettate da nessuno. Se suono il campanello e vi dico di non scendere fino a che non me ne vado, cavolo non scendete! Non avvicinatevi a noi, pochi contatti. Invece c’è chi sia annoia e vuole fare due chiacchiere, oppure e sono tanti, vogliono parlare della loro visione sul virus, che le misure sono esagerate e cavolate varie, intanto però loro sono tappati a casa e tu in strada.
Torni a casa col fegato grosso magari col ricordo di qualche insulto dei soliti frustrati, vai a fare la spesa e trovi le stesse scene con le commesse trattate a pesci in faccia, gente che non rispetta le distanze, che deve per forza parlare del nulla, polemizzare.
Magari poi gli stessi che cantano alla finestra, appaludono o pretendono di passeggiare.”
Ma fatemi il piacere… usate di più il rispetto oltre che il cervello!






