Firenze

Multati 13enni sul bus perché il servizio sms Ataf non funziona

All'indomani del lancio della nuova App che dovrebbe rendere la vita più facile agli utenti succede che, due zelanti controllori multano due ragazzini perché il servizio sms non funziona

multe a ragazzini su bus

Brutta figura per Ataf proprio all’indomani del lancio dell’aggiornamento dell’app che dovrebbe rendere la vita più facile ai fruitori del servizio pubblico su gomma.
Succede infatti che due troppo solerti controllori facciano fare alla loro azienda una gran brutta figura multando due ragazzini di 13 anni rei di aver chiesto e non ottenuto il titolo di viaggio a bordo perchè l’autista ne era privo e poi di aver tentato di fare il biglietto usando il servizio sms che però non funzionava.

E’ un amaro sfogo quello vergato dalla madre di uno dei due bimbi su un social:

“Mentre si legge sul sito sia del Comune di Firenze che su quello dell’ Ataf che é possibile fare il biglietto a bordo addirittura con carta di credito (definendola una rivoluzione all’insegna della facilitazione e della semplicità) mio figlio Elia di 13 anni con il suo amico salgono questo pomeriggio sull’autobus e chiedono appunto all’autista di poter fare il biglietto a bordo.
Viene risposto loro dallo stesso che non ne ha più. Intanto part
e. Mentre aspettano di scendere alla fermata successiva provano comunque a fare il biglietto attraverso il cellulare. Prontamente arriva il controllore e chiede ai ragazzini il titolo di viaggio.
Gli spiegano che hanno chiesto all’autista ma che non ci sono biglietti a bordo e che stanno provando con il cellulare. Il controllore chiede a Elia di se ha credito sul telefono e che gestore abbia. Elia gli fa vedere che ha il credito, ma che il servizio non risponde mostrandogli la schermata sia del credito residuo che quella dei tentativi di biglietto telefonico precedenti all’arrivo del controllore.
Ma niente: Il controllore inflessibile gli chiede i documenti e lascia il verbale della multa (che ovviamente pagheremo) a lui e al suo amico lasciandoli disperati mentre cercavano ancora di spiegargli come fossero andate le cose.
Non so quale sia la morale di questa storia e non voglio azzardarla perché sono troppo amareggiata e direi cose spiacevoli.
Certo é che non posso non vedere la povertà di un sistema che ostenta forza verso i deboli e che mio figlio stasera ha imparato che il prezzo più amaro non é la multa, ma l’umiliazione.”

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