La chiameremo Anna la signora che ci ha contattato per lanciare tramite il nostro giornale il suo grido d’allarme. “Non capisco davvero perché noi impiegati in banca dobbiamo a lavorare, anche se su turni contingentati, senza alcuna protezione e a contatto col pubblico. Eppure il nostro non è un servizio essenziale!”
Raccogliamo il grido d’allarme con stupore e la nostra interlocutrice specifica che “l’azienda non ci ha fornito nessuna mascherina anche se l’abbiamo richiesta”.
La realtà che ci rappresenta è quella di una banca che da una parte consiglia i correntisti ad usare la banca on line o il servizio di sportello automatico ma dall’altra non chiude gli uffici se non alla cassa con movimentazione di banconote.
Rimangono attive le consulenze urgenti (ma non ci è chiaro quali siano) e l’assistenza ai clienti che pur se invitati a restare a casa e ad usare sportelli on line, specie i più anziani non avvezzi alle tecnologie, si fermano in molti in agenzia e devono essere aiutati allo sportello automatico.
“Quando arriva un cliente dobbiamo fare l’assistenza e quindi in questi casi dobbiamo avvicinarsi ed aiutare il cliente ad usare lo sportello di cassa automatico . prosegue il suo racconto Anna – a distanza è giocoforza inferiore al metro necessario per sicurezza ed abbiamo paura perché questo contatto ravvicinato che è vietato dalla legge è tollerato nelle nostre agenzie”.
Domani, quando riapriranno gli sportelli è prevista una riunione con Abi. La speranza è o che si chiudano li sportelli con operatore o che arrivino le mascherine.












