Firenze

Noi, costretti a lavorare, senza protezione

Ho paura e non capisco perché mentre tutti chiudono noi dobbiamo lavorare e rischiare" il grido d'allarme arriva da un bancario

In banca senza mascherine

La chiameremo Anna la signora che ci ha contattato per lanciare tramite il nostro giornale il suo grido d’allarme. “Non capisco davvero perché noi impiegati in banca dobbiamo a lavorare, anche se su turni contingentati, senza alcuna protezione e a contatto col pubblico. Eppure il nostro non è un servizio essenziale!”

Raccogliamo il grido d’allarme con stupore e la nostra interlocutrice specifica che “l’azienda non ci ha fornito nessuna mascherina anche se l’abbiamo richiesta”.
La realtà che ci rappresenta è quella di una banca che da una parte consiglia i correntisti ad usare la banca on line o il servizio di sportello automatico ma dall’altra non chiude gli uffici se non alla cassa con movimentazione di banconote.
Rimangono attive le consulenze urgenti (ma non ci è chiaro quali siano) e l’assistenza ai clienti che pur se invitati a restare a casa e ad usare sportelli on line, specie i più anziani non avvezzi alle tecnologie, si fermano in molti in agenzia e devono essere aiutati allo sportello automatico.

“Quando arriva un cliente dobbiamo fare l’assistenza e quindi in questi casi dobbiamo avvicinarsi ed aiutare il cliente ad usare lo sportello di cassa automatico . prosegue il suo racconto Anna – a distanza è giocoforza inferiore al metro necessario per sicurezza ed abbiamo paura perché questo contatto ravvicinato che è vietato dalla legge è tollerato nelle nostre agenzie”.

Domani, quando riapriranno gli sportelli è prevista una riunione con Abi. La speranza è o che si chiudano li sportelli con operatore o che arrivino le mascherine.

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