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Riapertura post-Covid, Nardella: “Si va in ordine sparso, la fase 2 sarà un caos

Lo staff del sindaco ha calcolato che in poco meno di tre giorni sono state emesse 367 ordinanze regionali in Italia

Dario Nardella a La7

Che il diluvio normativo concatenato alla pandemia da Coronavirus producesse caos e spaesamento era chiaro sin dallo scoppio dell’emergenza. Ma non era altrettanto certo che questo vizio italico (dovuto a un’impostazione istituzionale anomala) sarebbe stato destinato a protrarsi anche durante la cosiddetta fase 2.

Lo staff del sindaco di Firenze Dario Nardella ha calcolato il numero di ordinanze regionali emesse dal 13 aprile. Il dato è sconcertante, sono 367.

Il primo cittadino lo ha rivelato questa mattina alla trasmissione ‘L’aria che tira’ di La7. “Può anche essere giusto graduare i provvedimenti – ha spiegato Nardella – anche regione per regione ma ci deve essere una centralizzazione, un coordinamento. Perfino la Germania federale ha imboccato una strada condivisa eppure i land tedeschi hanno molti più poteri delle nostre Regioni”.

Nardella ha poi sottolineato che ci sono Regioni più colpite che hanno prodotto meno ordinanze di Regioni meno colpite, per esempio la Lombardia ne ha emanate 7 mentre l’Abruzzo ben 35.

Insomma è lapalissiano che la riforma del titolo V del lontano 1999 faccia acqua da tutte le parti. La suddivisione della potestà legislativa tra esclusiva e concorrente, oltre a essere un unicum costituzionale, genera confusioni (non da ora) nell’attribuzione delle competenze. A conclusione dell’emergenza sanitaria sarà necessario ripensare alla nostra forma istituzionale partendo proprio dalla spartizione normativa tra Stato e Regioni.

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