La Polizia di Stato di Firenze ha denunciato un cittadino italiano di 17 anni per tentata truffa nell’ambito del cosiddetto raggiro del “finto poliziotto”, una modalità fraudolenta che continua a colpire in particolare le persone anziane. L’episodio si è verificato nella mattinata di sabato 31 gennaio in via Vanini, dove una donna di 65 anni è stata presa di mira da un presunto appartenente alle forze dell’ordine.
Secondo quanto ricostruito, la donna è stata contattata telefonicamente da una persona che si è qualificata come poliziotto, riferendo la necessità di consegnare oggetti in oro a seguito di una rapina che sarebbe stata commessa utilizzando l’auto del padre della vittima. Il racconto, finalizzato a creare uno stato di urgenza e preoccupazione, ha tuttavia insospettito la 65enne, che ha deciso di contattare immediatamente la Centrale Operativa della Questura di Firenze.
La segnalazione ha consentito un rapido intervento della Squadra Mobile, che ha raggiunto l’abitazione indicata. Gli agenti hanno notato un giovane davanti all’ingresso del palazzo che, dopo aver suonato al campanello, è entrato nell’abitazione della donna. A quel punto il personale di polizia ha fatto accesso allo stabile, fermando il ragazzo e procedendo ai controlli del caso.
Nel corso delle verifiche, il giovane è stato trovato in possesso di due telefoni cellulari, successivamente sottoposti a sequestro, e di una busta in tela corrispondente a quella consegnata dalla vittima. All’interno della busta era presente una ciotola di porcellana, oggetto che la donna aveva volutamente inserito al posto di beni di valore, avendo ormai compreso il tentativo di truffa e collaborato con le forze dell’ordine.
Il 17enne è stato quindi identificato e denunciato per tentata truffa. L’episodio evidenzia ancora una volta l’importanza della prontezza delle vittime nel segnalare situazioni sospette e della collaborazione con le autorità, elementi fondamentali per contrastare questo tipo di reati.
La Polizia di Stato ricorda che la responsabilità delle persone indagate e la fondatezza delle ipotesi accusatorie dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario. Al momento, il minore è assistito dalla presunzione di innocenza, come previsto dalla normativa vigente, e le contestazioni sono formulate allo stato degli atti, in attesa delle verifiche nelle sedi competenti.





