Una normale giornata al mare in spiaggia si trasforma in una disputa fra una bagnante fiorentina e un bagnino pisano. Il contendere il destino di una medusa.
Lasciamo la lettura integrale della lettera della signora fiorentina
Con la presente per informarvi dell’assoluta ignoranza di alcuni addetti al servizio vigilanza di uno stabilimento balneare di Tirrenia.
Uno di loro sabato 22 agosto verso le 16 circa ha prelevato una medusa dal mare per seppellirla.
Gli ho detto che era ancora viva, non già deceduta come affermava lui, e che quanto si apprestava a fare costituiva un reato punibile anche col carcere.
Mentre stava per ributtarla in acqua l’altro bagnino si è rivolto a me in malo modo dicendo che non era a conoscenza di tale norma e che avrebbe controllato. Gli ho fatto notare che per il lavoro che svolgeva non poteva non sapere.Nel frattempo sono passati i vigili urbani i quali, dopo esser stati da me informati di quanto stava accadendo e avendomi risposto che era competenza della Capitaneria di porto, si sono fermati a parlare con i bagnini dello stabilimento in questione.
Vi chiedo, pertanto, di effettuare i dovuti controlli affinchè le leggi a protezione dell’ambiente e dei suoi abitanti siano rispettate.
Distinti saluti.
Lucilla Mancini, Firenze.






