Lorena, Larisa, Barbara, Bruna, Rossella in casa c’erano rispettando il decreto di contenimento della pandemia e in casa sono morte per mano dei loro compagni.
Sono morte a marzo di questo 2020 dove tutti eravamo concentrati solo sul nemico invisibile Covid 19.
Loro il nemico lo conoscevano bene e lo avevano in casa e le misure di contenimento con l’aumento dello stress legato all’emergenza, la minore possibilità di accesso alle reti protettive, la convivenza forzata 24 ore al giorno col “carnefice” le ha uccise. Nel silenzio.
Un problema che in questi tempi di pandemia si è allargato a livello mondiale come ammette anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità
Donne e bambini, i più vulnerabili nella “cattività” delle mura domestiche sono ancora più esposte alla violenza di chi sfruttando le restrizioni del Covid 19, esercita maggiore potere e controllo.
Le misure di distanziamento sociale – necessarie per contenere il virus – ha esposto le donne a rischi incommensurabili. Molte case rifugio non accettano nuovi ingressi a tutela delle ospiti che già vi sono ricoverate; chiedere aiuti col carnefice in casa è improbabile e il futuro post emergenza sanitaria è fosco.
Di questo tema che a noi di Ok!News24 sta a cuore ne parleremo domani in diretta alle 17.30 in “Dialoghi sulla violenza contro le donne” con grandi ospiti quali Mimma Dardano psicologa e psicoterapeuta dell’Associazione Gomitolo Perduto onlus, con la Dottoressa Vittoria Dorettii medico responsabile regionale di Codice Rosa e con Cristina Arba dello sportello Donna chiama donna coordinatrice regionale Cgil.












