E’ arrivata la tanto attesa sentenza sul caso Forteto, e il fondatore della comunità, Rodolfo Fiesoli, è stato condannato a 17 anni. Fiesoli però, in attesa degli altri gradi di giudizio, non andrà in carcere e resterà libero. Con lui sono stati condannate altre quindici persone (su un totale di 23 imputati). Le altre pene più pesanti sono andate a Luigi Goffredi (8 anni) e Daniela Tardani (7 anni). Queste le altre condanne: Francesco Bacci (3 anni e 6 mesi), Angela Maria Bocchino (1 anno), Mariella Consorti (3 anni e 6 mesi), Marida Giorgi (1 anno), Silvano Montorsi (3 anni e 6 mesi), Stefano Paolo Pezzati (4 anni e 6 mesi), Gianni Romoli (3 anni), Stefano Sarti (3 anni), Elisabetta Sassi (3), Luigi Serpi (4 anni e 6 mesi), Francesca Tardani (3 anni e 6 mesi), Elena Maria Tempestini (3 anni e 6 mesi), Mauro Vannucchi (4 anni e 6 mesi). Fiesoli e Goffredi sono stati anche interdetti «in perpetuo» dai pubblici uffici. Sette gli assolti: Elena Lascialfari, Matteo Pizzi, Domenico Premoli, Sauro Massimo Sarti, Andrea Turini, Marco Ceccherini, Doriano Sernissi. E questo il commento del sindaco di Firenze, Dario Nardella, che era presente in aula:
“Le Istituzioni potranno trarre insegnamento per aumentare il livello di vigilanza sulle realtà basate sulla solidarietà affinché vicende del genere non si ripetano mai più” “Con questa sentenza ritengo che sia stata fatta giustizia: la Città metropolitana si sente soddisfatta. Tuttavia c’è poco da esultare perché la sentenza e il processo mettono a nudo una storia drammatica e ci fanno comprendere quanto può essere abominevole l’azione dell’uomo che usa i bei valori come la solidarietà, sfruttando la fiducia dei cittadini e delle Istituzioni”. Lo ha detto il sindaco Dario Nardella che questa mattina era presente in aula al momento della lettura della sentenza con cui il Tribunale di Firenze ha condannato il fondatore de ‘Il Forteto’ Rodolfo Fiesoli e molti dei suoi collaboratori. “Da cittadino e da amministratore questa vicenda mi ha impressionato. Il primo pensiero va alle vittime e alle loro famiglie – ha continuato il sindaco -. Voglio ringraziare l’avvocatura della Città metropolitana per il lavoro encomiabile che ha fatto: si è costituita parte civile chiedendo un milione di danni, che faremo rivalere nella sede civile”. “Penso che da questa sentenza le Istituzioni pubbliche potranno trarre spunto e insegnamento – ha concluso il sindaco – per aumentare il livello di vigilanza e controllo su quelle realtà basate sulla solidarietà, che lavorano soprattutto con i minori, affinché vicende del genere non si ripetano mai più”.






