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L'Assessore Sara Funaro attacca Schmidt. La sua candidatura fa paura?

Il Pd si agita per l'ipotesi del direttore degli Uffizi candidato del centro destra. E le autocandidature a sinistra rischiano di far fare al partito harakiri.

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Sara Funaro Sara Funaro © facebook
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La città di Firenze è al centro di una polemica politica scatenata dalle dichiarazioni dell'Assessore Sara Funaro, candidata in pectore come successore del sindaco Dario Nardella, contro il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt. Le dichiarazioni di Funaro, pubblicate sui social media, sono state seguite da una serie di reazioni che rivelano tensioni all'interno del Partito Democratico e una crescente agitazione politica in vista delle elezioni comunali.
 

"Trovo alquanto bizzarro e grave che un funzionario pubblico, direttore di un museo, faccia politica per interessi personali. In questi giorni si sentono e leggono diverse possibilità: che lo faccia per compiacere il governo di destra in vista di un suo trasferimento a un altro importante museo come quello di Capodimonte a Napoli o che creda davvero di candidarsi a sindaco della nostra città con la destra. In ogni caso, usare la carica di direttore di un museo per insultare la città e attaccare politicamente l’amministrazione comunale è un metodo inqualificabile.
Cosa dice il ministro Sangiuliano di fronte a un direttore di un museo dello Stato che fa politica ed è candidato a guidare altri importanti istituti culturali? Tutto normale per il ministro?

In virtù del ruolo che ricopre, pensavamo che Schmidt annunciasse la fine dei lavori del Corridoio vasariano, che la città attende da anni: nel 2021 aveva promesso che sarebbero terminati nel 2023, pochi giorni fa invece ha risposto che non ha una data di fine lavori e “porta sfortuna parlarne”.

Vi immaginate se io da assessore, incalzata dalle domande sulla fine dei lavori di una scuola, rispondessi a studenti, famiglie e docenti che “porta sfortuna parlare della fine dei lavori”?
Sarebbe inaccettabile e irrispettoso nei confronti dei cittadini, che da noi si aspettano delle risposte. E tante sono le domande che i fiorentini ci pongono nelle numerose occasioni di incontro.

Girando tutti i giorni in città, dalle periferie al centro, non mancano da parte dei cittadini critiche e incoraggiamenti a fare meglio, ma sull’amministrazione registro un giudizio molto diverso da quello espresso da Schmidt. Quindi al direttore suggerisco, se vuole fare politica, di uscire un po’ più spesso dai suoi uffici e parlare di più con una città che evidentemente proprio non conosce.

Il direttore Schmidt sta per lasciare le Gallerie degli Uffizi perché il suo mandato è in scadenza e alla città cosa lascia? Lascia un cantiere infinito con quelle gru che da anni inquinano il panorama di Firenze; lascia la piazza all’uscita degli Uffizi senza una parola definitiva sulla Loggia di Isozaki: nel 2019 diceva di essere d’accordo con il ministro Franceschini per realizzarla, mentre poco tempo fa si è detto d’accordo con il ministro Sangiuliano per non farla più.

L’ambizione del direttore tedesco è nota a tutti e poco importa se poi non realizza i suoi impegni. Ricordiamo a Schmidt che le Gallerie degli Uffizi a Firenze restano, mentre i direttori passano. Ci piacerebbe che un servitore dello Stato avesse più rispetto per la nostra città e non la usasse per i propri interessi."

Con queste durissime parole apparse su un social l'Assessore Sara Funaro, candidata in pectore da Dario Nardella come suo successore parte all'attacco contro il "nemico" numero uno (al momento).


Un attacco che vede subito l'approvazione dell'amica ed ex collega di Giunta Cristina Giachi passata dalla poltrona di vicesindaca a quella di consigliere regionale che risponde:

"Brava Sara! Una cosa è fare politica assumendosi la responsabilità delle decisioni e dei limiti delle proprie azioni, altro criticare al calduccio di incarichi governativi…" e prosegue rispondendo a un cittadino "Firenze è in una fase complessa di trasformazione. Non mi pare si possa parlare di degrado. E come sosteniamo anche con la petizione, ha bisogno di più attenzione del governo: una legge speciale, reintegrare le forze di polizia che mancano, lasciare che vengano fatti gli investimenti programmati col PNRR…"
Anche l'atro ex collega di Giunta Andrea Vannucci con analogo percorso politico della Giachi applaude Funaro: "Condivido anche le virgole, grazie per aver messo in fila le cose in una giusta prospettiva. Con la consueta assunzione di responsabilità! Brava Sara". 


C'è nervosismo a sinistra?
Sono iniziate le grandi manovre per la successione a Nardella e sicuramente l'ipotesi della candidatura per il centro destra del direttore degli Uffizi mette agitazione e fa uscire dalla tana molti che fino ad oggi stavano lavorando nell'ombra.

L'altra donna forte Dem, ovvero quella Cecilia Del Re defenestrata dal ruolo di pluriassessore più per visione politica che per la gaffe (o presunta tale) della tramvia al Duomo e campionessa indiscussa di preferenze nel Nardella 1 e nel Nardella 2 che non ha mai nascosto le sue ambizioni usa anche lei i social per rivolgersi alle colleghe candidate in pectore (ma da chi?) Monni e Bonafè così:" 

Buongiorno Firenze! I nomi di Monia Monni e Simona Bonafe’ come candidate sindaco di Firenze sono belli e importanti. A Monia, a Simona e a tutte le altre che sono a disposizione dico: scegliamo le primarie.
Sarà un confronto bello e importante che allargherà il consenso e farà crescere la nostra comunità. Tutte e tutti faremo la nostra parte.
Non lasciamo anche le primarie al centrodestra, sono parte della identità del PD, e, come la prima segretaria donna è venuta fuori da primarie, così deve essere per il primo sindaco donna della città di Firenze.
C’è chi ha già dato la disponibilità a correre e chi non si pronuncia sulle primarie. Nessuna di noi ha bisogno di “benedizioni”, tutte insieme possiamo regalare una bella pagina di politica e scrivere un nuovo passo per la parità di genere. Chi perde darà poi una mano a chi vince, per quella sorellanza che tante donne prima di noi ci hanno indicato, e che sia per davvero.
Il tutto sempre in attesa che il PD cittadino inizi l’annunciato percorso per la costruzione del programma e avvii la discussione per l’appuntamento ormai vicino del 2024."

Del Re quindi ci da una notizia importante. Giugno 2024 è vicino e in casa Dem ad oggi nessuno si è ancora messo a lavorare al programma presi a scannarsi uno con l'altro.
Che il candidato Dem sarà donna ormai è assodato, ma questo non giustifica le autocandidature e la litigiosità e lo "stato confusionale" di una sinistra a dir poco spaesata.
Tea Albini, una lunga carriera nelle file del Pci, Ds e Pd con due poltrone in Parlamento e tanti anni di frequentazione del Salone dei Duecento rispondendo a un collega de La Nazione non ha difficoltà a definire questo caos e le autocandidature del Pd "un gorillaio che rischia di aprire un'autostrada alla destra."

Se l'ipotesi candidatura a destra di Gabriel Batistuta ha fatto sorridere va detto che anche quella di Eike Schmidt all'inizio pareva una boutade. Poi quando il direttorone tedesco non ha smentito tutto è cambiato....

E il buon Senatore Matteo Renzi, sicuramente sorride sotto i baffi ...

 

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