Entro la fine del 2016 i Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (3.000 nelle zone montane) dovranno gestire in forma associata le 11 funzioni fondamentali. Questa mattina (04/07/2016) il CNA Toscana ha presentato la ricerca “Fusione di Comuni: le prospettive per la Toscana” con l’obiettivo di fornire un quadro generale sulle opportunità dei processi aggregativi tra i Comuni nella nostra regione.
Lo studio dimostra che il valore complessivo degli incentivi per la fusione ammonterebbe a 37,9milioni di euro; a questi se consideriamo in aggiunta anche i risparmi nella gestione dei servizi ottenibili nel medio-lungo periodo, il beneficio salirebbe fino a € 58,7milioni. In altri termini, grazie alla fusione, ciascuna aggregazione comunale della Toscana disporrebbe mediamente di € 1,8milioni, che equivalgono a € 587.000 per Comune e a € 139 euro per abitante. Come ha fatto notare il presidente CNA Toscana Valter Tamburini: “Il 45% dei Comuni toscani ha una popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
La spesa corrente dei nostri Comuni (€ 1.072 pro capite) è superiore alla media nazionale (€ 944), ma i ‘piccoli’ ci ‘costano’ di più: € 1.190”.


È intervenuto nel dibattito anche Federico Ignesti, Sindaco del comune di Scarperia e San Piero, comune nato di recente dalla fusione dei due comuni, il quale ha portato testimonianza di questa esperienza positiva. “I tagli dei trasferimenti statali hanno ridotto le risorse a disposizione dei Comuni. Tra il 2010 e il 2015 i Comuni toscani hanno perso € 565milioni di trasferimenti statali (-58%, cioè -€151 pro capite).
Le piccole imprese, che sul territorio lavorano e per il territorio producono ricchezza, sono molto interessate a questi processi. – ha fatto notare Saverio Paolieri, direttore del CNA Toscana – La pressione fiscale sulle imprese in Toscana va dal 68,5% di Firenze al 55,7% di Arezzo, insostenibile! Per restituire fiato e competitività al nostro sistema economico, è necessario ridurre in maniera incisiva la tassazione su artigianato e PMI e semplificare, sia a livello centrale sia a livello locale, gli adempimenti che determinano costi indiretti sulle imprese e ne diminuiscono la produttività”.
Il presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato Matteo Biffoni ha detto: “Noi riteniamo molto positiva l’idea di un meccanismo premiante e di coinvolgimento dei Comuni per arrivare alle fusioni, laddove ci siano le condizioni. Non ci convince invece, né a livello regionale nè nazionale, l’idea della obbligatorietà. Anci Toscana ha messo a disposizione i propri uffici per fare le valutazione ai territori interessati”.






