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Gignoro, la rotonda che (non) ha risolto il nodo del traffico in zona

Siamo andati a vedere se il "restringimento" della rotonda del Gignoro ha risolto i problemi del traffico nell'area

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La rotatoria del Gignoro "ristretta" La rotatoria del Gignoro "ristretta" © Facebook
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Una settimana fa l'Assessore Giorgetti aveva annunciato con enfasi che con il termine dei lavori di restringimento della rotatoria del Gignoro il nodo del traffico perenne nella zona avrebbe trovato rimedio.

I residenti si pongono due semplici domande una di carattere pratico e una di progettazione chiedono perché per i lavori si è aspettato settembre quando forse era meglio farli d'agosto col traffico meno pesante e perché si era fatto la rotatoria troppo grande (la necessità di restringerla presuppone la presa di coscienza di un errore precedente).
 

Ma i residenti della zona che respirano monossido di carbonio dalla mattina alla sera ci fanno sapere anche che l'effetto sortito dal "restringimento" annunciato con enfasi da Palazzo Vecchio non c'è stato.

"Il problema non è lì. Lo sanno tutti coloro che ci transitano" e ancora "E' prima del sottopasso che tutto s'ingarbuglia" ribatte un altro automobilista in coda. Un terzo invece ci fa notare che nel giro di pochi metri la presenza in fila di tre rotonde (Gignoro, via Aretina e fronte Obihall) dove convergono direttrici importanti della viabilità non si risolve sempre con un metro di asfalto disponibile in più in via del Gignoro e infine c'è chi mentre è pazientemente in coda nel sottopasso fa notare al cronista lo stato in cui versa il sottopasso stesso "un giorno mentre siamo qui in coda ci cade in testa un treno ad alta velocità!" afferma e in effetti a ben vedere pare che la manutenzione dello stesso con cemento armato scrostato e tubi di ferro in vista latiti un po'.

Fatto sta che noi in zona ci siamo stati a diverse ore del giorno e salvo alcuni momenti di calma il traffico è sempre il solito e niente è cambiato rispetto a quando la rotonda era più larga.

Ammettere un errore e sapere tornare sui propri passi è sempre un segno tangibile di ascolto del prossimo e d'intelligenza e allora, dato che l'amministrazione fiorentina è così sensibile chiediamo di controllare anche "imbuto 2", "imbuto 3" e "imbuto 4" ovvero nell'ordine: la viabilità prima del sottopasso dove da due corsie si è costretti a incanalarsi in una e la mobilità nelle successive due rotatorie perché per ora è cambiata la rotatoria per non cambiare niente.

 



 

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