Si apre la settimana dedicata al Giorno del Ricordo, solennità civile che ricorre il 10 febbraio e che è stata istituita con la legge 92 del 2004 per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo forzato degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della complessa vicenda storica del confine orientale. In questo contesto è intervenuto Giampaolo Giannelli, coordinatore toscano dell’Unione degli Istriani, che ha espresso una dura critica nei confronti della decisione assunta dalla Regione Toscana in merito alle celebrazioni del 2026.
Secondo Giannelli, tutte le istituzioni, a ogni livello, dovrebbero celebrare il Giorno del Ricordo in modo adeguato, promuovendo e divulgando pienamente lo spirito e i contenuti della legge che lo ha istituito. Per questo motivo viene giudicata negativamente la scelta della Regione Toscana di organizzare le celebrazioni senza la presenza di relatori esterni. Una decisione che, a giudizio dell’Unione degli Istriani, rappresenterebbe una rottura rispetto alla prassi consolidata e alle procedure normalmente adottate per una ricorrenza di tale rilievo civile e storico.
Giannelli collega questa scelta a pressioni provenienti dall’ANPI, che secondo quanto riportato avrebbe richiesto anche per quest’anno una celebrazione improntata alla sobrietà. Tale orientamento viene interpretato come un tentativo ricorrente di ridimensionare il significato della ricorrenza, contribuendo a una rappresentazione ritenuta insufficiente di una pagina di storia che riguarda migliaia di vittime e famiglie italiane. L’Unione degli Istriani considera la decisione della giunta regionale come un atto che rischia di sminuire l’importanza del Giorno del Ricordo e il sacrificio dei connazionali colpiti dalle violenze e dall’esodo.
Nel suo intervento, Giannelli sottolinea come la ricostruzione storica di quei fatti sia ormai ampiamente documentata e condivisa dalla comunità scientifica, e come stia crescendo il numero di istituzioni, appartenenti a diversi schieramenti politici, impegnate a far conoscere quei tragici eventi e a rendere onore e giustizia alle vittime. L’auspicio espresso è che questo impegno possa estendersi ulteriormente, rafforzando la consapevolezza collettiva su una vicenda spesso a lungo trascurata.
L’Unione degli Istriani ribadisce infine che eventuali tentativi di ridurre la portata simbolica e civile del Giorno del Ricordo non intaccheranno il proprio impegno nel tramandare la memoria e la verità storica. Al contrario, tali scelte vengono interpretate come un motivo ulteriore per rafforzare l’azione di testimonianza e divulgazione, affinché il ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo rimanga saldo nella coscienza nazionale.






