Firenze

Giorno del Ricordo in Toscana, è scontro politico: Saccardi annulla gli ospiti esterni

Polemica in Consiglio Regionale sulla presenza di Italo Bocchino: la Presidente Saccardi decide per una cerimonia puramente istituzionale dopo le proteste di M5S e le critiche di Fratelli d'Italia

Giornomemoria

Il Giorno del Ricordo, istituito per commemorare la tragedia delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata, accende un durissimo scontro politico all’interno del Consiglio Regionale della Toscana. Al centro della contesa, la seduta solenne prevista per il prossimo 10 febbraio a Palazzo del Pegaso, che ha subito una radicale variazione di programma a seguito delle polemiche sollevate dalla presenza del direttore editoriale del Secolo d’Italia, Italo Bocchino, in veste di relatore.

La Presidente del Consiglio regionale, Stefania Saccardi, è intervenuta con decisione per ricondurre la commemorazione in un alveo esclusivamente istituzionale. Saccardi ha annunciato che la celebrazione si svolgerà senza interventi esterni, assumendosi la responsabilità di una scelta volta a preservare il valore della memoria collettiva da strumentalizzazioni politiche. Secondo la Presidente, il Giorno del Ricordo e il Giorno della Memoria devono essere patrimonio condiviso di tutti i toscani e parte integrante del calendario civile regionale, evitando che diventino terreno di scontro tra opposte fazioni.

Il Movimento 5 Stelle, per voce della consigliera Irene Galletti, ha espresso pieno appoggio alla decisione di Saccardi. Galletti ha definito “inappropriata e divisiva” la presenza di Bocchino, sottolineando come la costruzione della memoria non debba essere distratta da figure controverse. La consigliera ha inoltre duramente criticato quella che definisce una “assurda prassi” consolidata, secondo la quale la scelta dei relatori per queste ricorrenze verrebbe spartita per appartenenza politica tra centro-destra e centro-sinistra.

Di segno opposto la reazione di Fratelli d’Italia. Il deputato Giovanni Donzelli ha parlato di un “folle imbarbarimento” e di un “ricatto ideologico” subito dalla Regione. Secondo l’esponente di FdI, l’annullamento della partecipazione di Bocchino — che avrebbe dovuto presentare un documentario curato insieme all’imprenditrice Federica Masoni Martini, discendente di esuli — rappresenterebbe una censura antidemocratica. Donzelli ha difeso il pluralismo dell’iniziativa originaria, accusando la sinistra toscana di voler cancellare il contributo storico della destra nel tramandare il ricordo delle foibe.

Con questa decisione, il Consiglio Regionale si prepara a una seduta solenne che vedrà protagonisti i soli rappresentanti delle istituzioni, nel tentativo di abbassare i toni di un dibattito che, a pochi giorni dalla ricorrenza, resta profondamente segnato dalle distanze tra i gruppi consiliari.

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