L’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze celebra un importante traguardo nel trattamento dell’ictus, confermandosi tra le eccellenze a livello internazionale grazie ai risultati ottenuti negli ultimi anni. La struttura si colloca infatti al terzo posto nel mondo per numero di riconoscimenti ricevuti nell’ambito degli “ESO-Angels Awards”, con ben 25 attestati Diamond assegnati allo Stroke Team per la qualità delle cure e l’efficienza dei percorsi clinici.
I dati evidenziano un significativo miglioramento nella gestione dei pazienti: i trattamenti con terapia trombolitica sono passati dai 14 casi del 2017 agli attuali 75 all’anno. Parallelamente, si è ridotto in modo rilevante il tempo medio tra l’arrivo in Pronto Soccorso e l’inizio della terapia, sceso da 75 minuti a circa 35 minuti. Un risultato reso possibile dalla collaborazione tra Pronto Soccorso, Radiologia e Stroke Team, oltre che da un costante monitoraggio dei dati clinici.
A dieci anni dalla costituzione dello Stroke Team, avvenuta nel 2016 con l’introduzione del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per l’ictus ischemico, l’ospedale ha organizzato un incontro dedicato all’evoluzione del percorso di cura. L’evento ha coinvolto numerosi professionisti sanitari e rappresentanti istituzionali, sottolineando l’importanza del lavoro multidisciplinare nella gestione di una patologia tempo-dipendente come l’ictus.
Determinante è stato anche il contributo della “Angels Initiative”, programma internazionale volto a migliorare la qualità delle cure per l’ictus, che ha favorito la formazione del personale, l’ottimizzazione dei processi e la creazione di una rete integrata con il sistema di emergenza e con l’Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi.
L’introduzione della Stroke Unit e l’adozione di tecnologie avanzate per il monitoraggio continuo dei pazienti hanno ulteriormente migliorato la capacità diagnostica e terapeutica, contribuendo a ridurre i casi di disabilità grave. Nonostante i risultati raggiunti, il percorso di sviluppo prosegue con l’obiettivo di consolidare e ampliare ulteriormente i livelli di eccellenza nella cura dell’ictus.






