Il Pizzo d’Uccello si distingue tra le altre cime delle Alpi Apuane soprattutto per la sua Parete Nord, un appicco di quasi 800 m di dislivello che pone la montagna al paragone con le più famose pareti dolomitiche o delle Alpi occidentali. Il lettore di OKMugello, forse, si domanderà il motivo per cui trattiamo questa notizia. In questo caso si tratta di una bella notizia, di una notizia che riguarda la valorizzazione di un territorio, purtroppo molto spesso sempre più violentato da logiche prettamente economiche e di sfruttamento selvaggio (e le Apuane in questo caso lo sono tutt’ora), che inizia a vedere una luce di speranza in fondo al tunnel dell’oblio che ci fà ben sperare per la salvaguardia di interi territori ed un inversione di tendenza a quello che fino ad oggi è stata la cultura della distruzione. Per il Pizzo d’Uccello è stata scelta la ribalta milanese per la firma di un protocollo d’intesa volto al recupero e riqualificazione del bacino estrattivo apuano di Solco d’Equi. Un progetto di territorio per favorire la riqualificazione paesaggistica e ambientale di Ugliancaldo e Pizzo d’Uccello ai fini della valorizzazione di questo territorio montano.
E’ l’oggetto del protocollo che è stato firmato ieri, sabato 16 maggio, nello stand della Regione Toscana all’ Expo di Milano. A sottoscriverlo, l’assessore regionale all’urbanistica, pianificazione di territorio e paesaggio e il sindaco di Casola in Lunigiana.
Il progetto di recupero paesaggistico e ambientale, su cui si impegnano la Regione e il Comune apuano, prevede una prima fase di riordino e pulizia dei siti di cava dismessi, seguita dal recupero di manufatti e ambienti e da una fase di “riattrezzatura” compatibile per la fruizione turistico-culturale-ricreativa e agropastorale del territorio.
Si partirà pertanto dalla cava dismessa di Cantonaccio – la più alta sotto la parete nord del Pizzo d’Uccello – per riqualificare poi anche le altre aree interessate da cave del Comune di Casola. E per porre le basi per lo sviluppo di attività produttive nell’ambito pastorale, agricolo e turistico e di attività di fruizione ambientale e storica. Si punterà anche a sviluppare la ricettività turistica nel patrimonio edilizio esistente, la ristorazione e una rete commerciale agroalimentare di filiera corta e artigianale di qualità.
La firma di oggi costituisce pertanto un caso significativo di applicazione degli obiettivi di qualità del Piano paesaggistico, in coerenza con una delle priorità del Programma regionale di sviluppo, costituita dall’attivazione di politiche condivise per il paesaggio.












