Volentieri oggi (domenica 9 settembre) rilanciamo una riflessione del nostro lettore Marco Nardini in merito alla responsabilità ‘oggettiva’, alle infrastrutture e all’iniziativa economica:
Tendiamo ad agire aprioristicamente CONTRO, diversamente dai paesi orientali che agiscono PER. Uno dei comportamenti più strutturati nella cultura occidentale è il cercare di affermarsi diminuendo il valore degli altri più che aumentando il valore proprio. Tutte le vincende politiche della cronaca ci indicano questa tendenza. Es. l’ILVA. Il Governo attuale butta fango sul Governo precedente. Al contempo fa un accordo con impresa e sindacati che è la stessa cosa che voleva il Governo precedente. Al contempo però non fa niente per obbligare il precedente imprenditore a risarcire gli enormi danni causati e persone e cose; imprenditore che si è messo in tasca un sacco di soldi e oggi se li sta godendo in un paradiso fiscale esotico? Lo stesso si può dire del Ponte di Genova e di ogni altra questione in evidenza attuale. Una delle cose giuste da fare sarebbe una norma (meglio se cotituzionale) che consenta a un’autorità pubblica (meglio se indipendente) di congelare i beni aziendali, e anche quelli personali dei capi, delle aziende che vanno verso una condizione di rischio progressiva, così da non dover porre sulla fiscalità generale i danni che queste aziende provocano. Su questo punto invito i politici con compiti di Legislazione e/o di Amministrazione a ristudiare quel che diceva qualche decennio fa il prof. Rodotà sulla responsabilità oggettiva.






