Piana Fiorentina

Gestione rifiuti e Multiutility: a Ponte a Signa i cittadini si uniscono contro i rincari della TARIC

Un affollato incontro pubblico organizzato dal gruppo LiberaMente Le Signe ha messo sotto i riflettori le criticità dei cassonetti intelligenti e il futuro del modello in-house per i servizi essenziali

TARIC E SERVIZIO RIFIUTI DIBATTITO CON MARCO CARDONE 0 2 screenshot

Si è svolto lo scorso 28 febbraio un importante momento di partecipazione civica a Ponte a Signa, dove il gruppo LiberaMente Le Signe ha chiamato a raccolta cittadini, comitati locali e l’esperto Marco Cardone per fare il punto sulla gestione dei rifiuti e sul controverso progetto della Multiutility. Il dibattito ha evidenziato una crescente preoccupazione del territorio verso l’attuale sistema di tariffazione corrispettiva, la TARIC, e verso la gestione privatistica dei servizi pubblici essenziali.

L’intervento di Marco Cardone ha aperto la serata ripercorrendo l’esperienza del referendum di Empoli. Nonostante il mancato raggiungimento del quorum, l’iniziativa ha avuto il merito di scuotere il panorama politico regionale, spingendo molte amministrazioni comunali a riconsiderare il modello della Multiutility. La data del 31 marzo emerge ora come uno spartiacque decisivo: entro tale termine i sindaci saranno chiamati a scegliere definitivamente se orientarsi verso un modello di gestione idrica totalmente pubblico e “in-house”, allontanandosi dall’ipotesi della quotazione in borsa.

Le testimonianze portate dai comitati No Taric di Campi Bisenzio e Bagno a Ripoli hanno offerto uno spaccato allarmante delle difficoltà quotidiane degli utenti. A Campi Bisenzio è stato denunciato un aumento vertiginoso delle bollette, che in alcuni casi hanno raggiunto la cifra di 1.400 euro, spingendo i cittadini a un’analisi tecnica rigorosa dei regolamenti per contestare gli addebiti. A Bagno a Ripoli, dove il sistema è partito il 1° gennaio, la mobilitazione è stata immediata con la raccolta di duemila firme in una sola settimana per chiedere il rinvio della tariffa e una maggiore trasparenza sui Piani Economici Finanziari.

Il cuore della contestazione riguarda il funzionamento dei cosiddetti cassonetti intelligenti. Secondo quanto emerso dall’incontro, il sistema di misurazione sarebbe affetto da gravi lacune tecniche: sono state segnalate numerose letture errate che gonfiano i volumi dei rifiuti effettivamente conferiti. Inoltre, è stata sollevata la questione della mancanza di certificazioni ufficiali per i sistemi di misurazione, un vuoto che renderebbe le bollette legalmente contestabili. Il paradosso evidenziato dai relatori è che un sistema nato per premiare i cittadini virtuosi finisce, nella pratica, per penalizzarli, obbligando a un numero minimo di conferimenti di indifferenziato che vanifica l’impegno nel riciclo.

Infine, l’assemblea ha ribadito una ferma critica al modello della Multiutility, accusato di privilegiare la generazione di utili per i soci privati a scapito della qualità del servizio e del contenimento dei costi per l’utenza. I comitati hanno rivolto un appello diretto ai sindaci, affinché riprendano il controllo diretto delle aziende all’interno delle assemblee territoriali (ATO). La serata si è conclusa con la proposta di rafforzare l’Unione dei cittadini No Taric, coordinando i vari comitati comunali per trasformare la protesta in una battaglia legale e informativa costante, volta a pretendere da Alia e Plures una trasparenza totale sui costi di gestione.

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