Firenze

Indagini antiterrorismo, perquisito un 15enne per propaganda discriminatoria online

Il provvedimento, emesso dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, si inserisce nell’ambito di...

Polizia - Immagine di repertorio

Un’operazione condotta dalle D.I.G.O.S. delle Questure di Firenze e Arezzo ha portato all’esecuzione di un decreto di perquisizione nei confronti di un ragazzo italiano di 15 anni, residente nel territorio aretino, indagato per il reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, realizzata attraverso strumenti informatici.

Il provvedimento, emesso dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, si inserisce nell’ambito di un’attività di monitoraggio svolta dagli agenti dell’Antiterrorismo della Polizia di Stato e dal comparto di intelligence interna. Le verifiche hanno permesso di individuare, all’interno di ambienti virtuali riconducibili all’estremismo di destra e a ideologie suprematiste, un profilo social su cui erano stati pubblicati contenuti violenti e manifestazioni di apprezzamento per un recente episodio criminoso commesso da un altro minorenne.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di risalire rapidamente al giovane, dando luogo alla perquisizione personale, domiciliare e informatica. Nel corso delle attività, gli inquirenti hanno rinvenuto elementi che delineerebbero un quadro preoccupante, tra cui un video realizzato dallo stesso ragazzo all’interno della propria abitazione, nel quale simulava atti violenti utilizzando un coltello da cucina.

Sono stati inoltre sequestrati il telefono cellulare e una console di gioco, dispositivi che saranno sottoposti ad analisi tecnica, oltre a materiale cartaceo contenente riferimenti a soggetti responsabili di gravi fatti di cronaca, tra cui omicidi e attentati terroristici.

L’operazione evidenzia l’attenzione delle autorità nei confronti dei fenomeni di radicalizzazione online, soprattutto tra i più giovani, e la necessità di un monitoraggio costante dei contesti digitali.

Si precisa che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso dell’eventuale processo, nel pieno rispetto del principio di presunzione di non colpevolezza.

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