Firenze e Provincia

La sanità in Toscana. Il punto di vista del CTDSF

La sanità in Toscana. Il punto di vista del CTDSF

In occasione delle varie visite del’assessora Stefania Saccardi il CTDSF (Coordinamento fiorentino per il diritto alla salute) diffonde la seguente nota:

Durante il giro nelle varie sedi del PD toscano e dei suoi sostenitori, l’assessora Saccardi è sbarcata anche nel Mugello a raccontare la sua verità sulla sanità toscana e sulla riforma, anzi, per meglio dire, sulla “Controriforma della sanità toscana”.

Secondo l’assessora questa è una riorganizzazione per mantenere la qualità della nostra sanità migliore che nelle altre Regioni  “al di là di quello che raccontano” e delle 55000 firme raccolte dal Comitato referendario: ben poca cosa secondo la Saccardi rispetto alle centinaia di migliaia di voti presi da chi sta governando la Toscana comprese le 15.000 preferenze prese solo da lei.

Le false verità: -”l’accorpamento da 12 in 3 ASL permette di risparmiare nel numero di dirigenti e del personale amministrativo”; di fatto questo risparmio non è quantificato. Non si dice, infatti, che oltre ai 3 Direttori generali di area vasta, appena nominati, ci saranno i vicecommissari (o vicedirettori?), attualmente 12, 3 Direttori della programmazione nonché 3 Direttori amministrativi…E se il risparmio di 9 Direttori generali è così importante per il bilancio della Regione, a quanto ammontavano i loro stipendi?

-”la programmazione unica permetterà di non duplicare le alte specialità”: ma se ci sono duplicati nella Regione Toscana chi li ha creati, visto che la sanità toscana è sempre stata gestita dal suo partito, il PD? E comunque, non era possibile non “duplicare” l’alta specialistica, senza gli accorpamenti?

-”con la riforma si rafforzano i territori, le zone distretto, l’integrazione sociosanitaria per ridurre i ricoveri impropri assegnando risorse alle SdS e ai comuni”. Non si capisce come per realizzare questo obiettivo, in totale controtendenza a quanto è stato fatto finora, dove progressivamente i territori sono stati depauperati di risorse e i distretti accorpati, sia  necessario accorpare le ASL e portare  l’organizzazione ad un livello centrale; nella sola area vasta centro ci sono 36 comuni, che potrebbero trovarsi in competizione fra di loro per vedersi assegnate le risorse dall’organo centrale che le dovrà distribuire con criteri ancora non chiari visto che non ci sarà più la quota capitaria per numero di abitanti

-”abbattere le liste di attesa”: l’assessora non risparmia polemiche con il CUP quasi fosse una colpa e un’iniziativa  degli operatori informare che le liste sono chiuse o che non ci sono disponibilità. La sua soluzione la conosciamo da tempo: se ci sono risorse nelle strutture private vanno utilizzate, gli esami più semplici (e diciamo noi più redditizi) vanno fatti nelle varie strutture del privato e del volontariato sociale in convenzione.

-alla luce di quanto sopra rivendica l’accordo fatto nel Mugello per l’utilizzo della risonanza della Misericordia, dato che nell’ospedale di Borgo non è mai stata acquistata: un accordo che ad oggi prevede una ipotesi di 350 risonanze l’anno per i ricoverati, ad un costo per il servizio pubblico di 33.250 euro di convenzione,  nonché l’esecuzione dell’esame fatto da radiologi dipendenti ASL (negli anni 2011 e 2012 sono stati pagati ad esempio rispettivamente 200.000 e 250.000 euro di convenzione)….se tutto questo invece che nel privato sociale, fosse stato investito nell’ospedale pubblico di Borgo San Lorenzo, che servizio avremmo ottenuto?

-nell’ottica della gestione e del governo del privato, conferma che fra poche settimane verrà concluso l’accordo con Unipol per comprare villa Ragionieri: un accordo che a quel che finora si sa farà pagare alla Regione un affitto di 2 milioni l’anno e circa 10 milioni, sempre l’anno, per spese di personale e attrezzature  ad oggi di Villa Ragionieri, fino al totale riscatto, dopo 15 anni.

“Struttura di eccellenza” dice la Saccardi.  Ma siamo sicuri che non ci siano già altre strutture di eccellenza oncologica nel pubblico, dato che recentemente è stato potenziato il polo oncologico di Careggi?  Si dice che sia una bella struttura: ma non era forse una bella struttura anche villa Basileski o l’ex ospedale di San Giovanni di Dio o altre strutture adesso in vendita da parte della ASL 10?

Cara Saccardi non ci hai convinto continueremo le nostre battaglie per una sanità pubblica efficiente, dotata di strutture adeguate e personale sufficiente, che non sia nelle mani del terzo settore e delegata alle assicurazioni private. 

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