Firenze e Provincia

Leopolda 5, la prima di governo. Osservazioni, e tu che ne pensi?

Leopolda 5, la prima di governo. Osservazioni, e tu che ne pensi?

La Leopolda, il giorno dopo. Ecco quanto ha scritto una nostra collaboratrice, la giornalista Laura Dall’Omo, dopo aver visitato e frequentato l’evento fiorentino; che per alcuni giorni ha reso davvero la città ‘capitale d’Italia’, almeno per la politica. Buona lettura… (e non esitate a farci sapere le vostre impressioni)…

Si è conclusa ieri (domenica 26 ottobre) la 5° Leopolda, la quinta edizione del da sempre dibattuto incontro fiorentino che ha portato negli anni a modificare il panorama politico italiano. E’ stata questa, la prima Leopolda di governo, la prima di partito (anche se nessuna bandiera è stata esposta) ed ha per questo sollecitato più interesse e polemiche. La tre giorni fiorentina si apre su di un garage. Dopo aver provocato un secondo big bang, dopo aver individuato e raggiunto tappe in attesa sempre della fermata successiva, ecco un garage in cui nascono nuove idee e si prova a far ripartire un’auto rimasta ferma troppo a lungo. Paradossalmente il popolo della Leopolda, con l’animo del conquistatore, ora si racchiude in un luogo per cercare di riparare e rimettere in moto questo paese. E’ sempre chiaro il messaggio d’apertura a nuove idee e nuovi volti, ma siamo comunque in un garage che, nonostante la sua derivazione americana, non riesce ad accogliere tutti. Non saranno come i dinosauri da distruggere, ma i gufi devono rimanere fuori come tanta altra gente costretta a seguire l’evento dagli schermi esterni. Disseminati ovunque ci sono poster e messaggi di chi nella storia non ha capito il futuro, di chi non ha compreso potenzialità e talenti giudicandoli obsoleti ed aprendoli così ad una fama sempre crescente. Anche da questi emerge una discrepanza . Dal palco viene continuamente ribadita l’apertura, la necessità di nuove idee e confronto ma non tutti possono capire ed interpretare il domani. La prima Leopolda di governo mostra contrarietà anche di tematiche e svolgimento. Da una parte vi è uno spazio maggiore dedicato ai tavoli tematici di confronto con a capo persone in condizione di farsi portavoce delle proposte nelle istituzioni e dall’altra vede sul palco il susseguirsi di belle storie sull’Italia che ce l’ha fatta. Sono rari gli interventi interrogativi ed ancor più rari quelli che auspicano l’intervento della politica e delle istituzioni su questioni di rilevanza. Contrariamente alla maggioranza degli osservatori non definirò la tre giorni di Firenze una mera manifestazione. La Leopolda da brand di rinnovamento della sfera politico-istituzionale italiana rischia di diventare solo un luogo di autocelebrazione con una netta demarcazione tra chi è dentro e perciò va avanti e vede il futuro e tra chi rimane fuori magari solo perché dentro non c’è abbastanza spazio. Laura dall’Omo

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