Firenze

Liste di attesa, la regione Toscana stanzia 32 milioni per il 2026

Nel dettaglio, 20 milioni di euro saranno destinati all’attività aggiuntiva di medici e tecnici oltre l’orario ordinario, mentre 12 milioni...

Liste d'attesa, visita medica

La Regione Toscana conferma e rafforza per il 2026 il piano di contrasto alle liste di attesa in sanità, destinando complessivamente 32 milioni di euro a misure mirate. L’intervento si articola su tre direttrici principali: incremento dell’attività interna nei presidi pubblici, ricorso a prestazioni nel privato accreditato laddove necessario e verifica dell’appropriatezza delle prescrizioni mediche attraverso strumenti standardizzati.

Nel dettaglio, 20 milioni di euro saranno destinati all’attività aggiuntiva di medici e tecnici oltre l’orario ordinario, mentre 12 milioni finanzieranno l’acquisto di prestazioni presso strutture private convenzionate, portando il tetto complessivo per il 2026 a 329 milioni di euro. Una quota di 4 milioni sarà vincolata ai risultati dei monitoraggi sui tempi di attesa, premiando le aziende sanitarie che registreranno miglioramenti significativi nelle prestazioni più critiche, come dermatologia e oculistica.

Il presidente Eugenio Giani e l’assessora al diritto alla salute Monia Monni hanno sottolineato come l’investimento sia interamente sostenuto dalla Regione e rappresenti una priorità dell’agenda politica toscana. Nel 2025, grazie alle misure adottate, sono stati recuperati quasi 16 mila interventi chirurgici e oltre 356 mila prestazioni ambulatoriali.

Particolare attenzione è riservata agli interventi chirurgici di classe A e B, per i quali si richiede il rispetto dei tempi nel 90% dei casi. Sul fronte dell’appropriatezza, la Regione interviene a fronte di un aumento significativo delle prescrizioni rispetto al periodo pre-Covid. L’introduzione di quesiti diagnostici standardizzati, già sperimentata su risonanze e Tac con una riduzione dell’11% delle richieste inappropriate, sarà estesa alle visite specialistiche. L’obiettivo è garantire risposte tempestive ai bisogni reali di salute, migliorando l’equità e l’efficienza del sistema sanitario pubblico.

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