Firenze e Provincia

Lo sciopero dei lavoratori pubblici a Firenze. Foto

Firenze sciopero sindacati

Una primaverile Firenze, questa mattina (martedì 3 maggio), dalle 9.30, ha visto prender forma lo sciopero generale dei dipendenti pubblici coordinato dalla Fp CGIL. Da Piazza Indipendenza fino ai comizi finali in una gremita SS. Annunziata, in tanti hanno manifestato contestando l’operato del Governo Renzi – proprio ieri al teatro Niccolini -, colpevole, a detta delle organizzazioni sindacali, di non aver rispettato quanto in precedenza promesso. Forti e chiare le istanze delle centinaia di partecipanti, al cui interno figuravano dai professori di scuola, agli addetti nella pubblica amministrazione, dalle guardie forestali (in lotta contro lo smembramento e la militarizzazione del corpo), fino ai vigili urbani. Eccone alcune: il rinnovo dei contratti nazionali e l’aumento delle retribuzioni ferme da oltre sei anni, la valorizzazione dei contratti di settore, il rilancio della contrattazione decentrata, l’apertura di un confronto con la Regione sull’assetto istituzionale e delle funzioni per scongiurare le pesanti ricadute occupazionali e sui servizi ai cittadini, il superamento dei vincoli della legge Fornero sulle pensioni e lo sblocco del turnover. Fp-Cgil, insieme a Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, ha poi insistito sulla necessità di un radicale cambiamento di prospettive: «E’ il tempo di invertire la politica di disinvestimento – ha esortato Alice D’Ercole, segretario Fp Cgil Toscana – e tornare a fare dei servizi pubblici la leva e il motore dello sviluppo, di rinsaldare il patto di solidarietà su cui si è retto il Paese dal dopoguerra ad oggi, c’è l’esigenza di un sistema di tassazione generale che garantisca equità e universalità di accesso ai servizi pubblici. E’ il tempo di costruire uno Stato più eguale, dove i servizi pubblici tornino ad essere diritti di cittadinanza». Ferma la posizione critica nei confronti del Presidente del Consiglio, soprattutto per «il tradimento di quelle belle parole che tanto spesso gli sentiamo in bocca, e che poi restano lì: su un post di Facebook, su un Tweet d’effetto, o in una dichiarazione di comodo». Intorno alle 12 e 30, la conclusione è infuocata: «Dobbiamo cambiare il Paese uniti, seguendo un’altra strada. Con Renzi al potere c’hanno guadagnato in pochi: uno è Crozza, che le battute non deve neanche sforzarsi a pensarle».  

Change privacy settings
×