Questa mattina (giovedì 28 aprile), il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha inaugurato i nuovi corsi della Scuola Superiore della Magistratura a Scandicci. Presenti alla cerimonia anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il presidente e il vicepresidente della Scuola Gaetano Silvestri e Giovanni Legnini, il presidente della Regione Enrico Rossi, i sindaci di Firenze Dario Nardella e Scandicci, il prefetto Alessio Giuffrida, La cerimonia, iniziata alle 11, è stata aperta dal presidente della Scuola, Gaetano Silvestri, che ha tenuto a ribadire l’importanza dell’aggiornamento continuo dei Magistrati e la volontà con i nuovi corsi di dotare gli studenti di strumenti e competenze perennemente aggiornate. Per il Ministro della Giustizia Orlandi “fondamentale il supporto dell’istruzione e della formazione contro l’irrigidimento istituzionale”. Il ministro ha sottolineato come l’Italia sia l’unico Stato che ha informatizzato il processo civile e ne consegua la volontà di mantenere i futuri magistrati al passo con i tempi. “Impegno di maggior informazione nei percorsi processuali – ha detto il Ministro- per pratiche più virtuose” e ha annunciato la costituzione di un tavolo permanente tra Ministero e scuola Superiore Magistratura per migliorare costantemente i risultati. La cerimonia si è conclusa con le parole del presidente Sergio Mattarella, che ha principalmente confermato la fondamentale compenetrazione tra società e formazione per i futuri Magistrati. “I corsi aggiunti quest’anno operano in questa direzione per consentire ai magistrati di aumentare preparazione e conoscenza”. Il presidente ha aggiunto la necessità di un rapporto continuo tra diritto ed economia ma soprattutto ha ribadito come “il sapere si consolida con la coscienza della propria funzione etica” garantito attraverso una “struttura adeguata e indipendente”. Ai magistrati spetta il compito di saper giudicare per la “tutela diritti, giustizia e libertà -senza ciò- non c’è dignità della persona e in altre parole non c’è repubblica” quindi la “formazione dei magistrati ha caratteristiche peculiari per acquisire i criteri del giudicare- uno strumento che per il Presidente deva andare oltre la – capacità interpretativa nei limiti della norma”. “Spezzare le catene di corruzione e complicità che inquinano le fondamenta del vivere civile” questo il compito della Magistratura. Ma, oltre che un “impegno politico, culturale e sociale, per combattere corruzione è necessario un impegno di sistema e non di una sola istituzione” che richiede “responsabilità del proprio agire” senza ha precisato Mattarella “la volontà di sostituire le istituzioni politiche.”
Mattarella a Firenze, parla di lotta alla corruzione e magistratura






