Le manutenzioni del verde delle rive dei corsi d'acqua fiorentini, il Mugnone soprattutto svelano, un'altra approssimazione dell'amministrazione fiorentina.
L'erba alta che dopo la primavera ricopre le rive funge da tappeto sotto cui si nasconde di tutto, Non è certo colpa del comune ma dell'inciviltà di molti se si getta di tutto sull'argine, ma il fatto è che, dopo lo sfalcio se non si procede a una pulizia delle rive, il rimedio è peggiore.
Così nei giorni scorsi alcuni ci hanno segnalato, e la polemica è corsa anche sui social, che le rive del Mugnone dopo lo sfalcio appaiono a dir poco imbarazzanti.
Curioso che tutto ciò accade proprio mentre su La Nazione si lancia l'idea che anche l'Arno a Firenze come la Senna a Parigi diventerà balneabile.
Ci vuole una buona dose di ottimismo a prevedere ciò e poi una dose di coraggio a bagnarsi in queste acque. Basta osservare le condizioni delle rive e del letto del Mugnone…
Le anatre che nuotano nella poca acqua osservano, così come i fiorentini che si affacciano oltre alle spallette che lo sfalcio ha smascherato un letto di plastiche sminuzzate di ogni tipo e colore che si è unito al terriccio e al limo.
Uno scenario imbarazzante ben visibile lungo l'elegante via XX settembre ad esempio tant'è che qualcuno sulla rete ha paragonato quella riva a quella indiana del Gange, ma a noi viene invece più alla mente il triste scenario del torrente Rovigno in Mugello svellato dopo la frana…
Certamente qui non c'è una discarica, ma poco ci manca.
Le domande che si pongono i fiorentini sono banali e semplici.
Perché quando si interviene per la sfalciatura e si scopre tanta spazzatura non si stoppa i lavori facendo intervenire chi di dovere per bonificare l'area ma si procede fingendo di non vedere sminuzzando e spandendo plastiche e microplastiche inquinando l'ambiente circostante?
Il dubbio è che ancora una volta siamo davanti a un esempio di approssimazione e mala gestione del verde pubblico e dei lavori.
Chi fa fa male e chi dovrebbe controllare non controlla?
L'ente che si occupa della gestione delle rive fiorentine, il Consorzio di Bonifica Area Medio Valdarno che molti conoscono solo per le fatture stellari che ricevono e che gestiscono bilanci per 132 milioni di euro e impiegano oltre 500 dipendenti non dovrebbero gestire, pulire gli argini e prevenire le esondazioni?
Perché allora fare somigliare le rive fiorentine a quelle di Mumbai?












