La realtà non fa mai ridere. Solo una vivida conoscenza di questa può dare gli strumenti per prendersene gioco. Questo è stato l’attore teatrale fiorentino Paolo Poli, morto a Roma ieri (venerdì 25 marzo) all’età di 87 anni. Talmente reale, schietto e sincero da poter ironizzare su se stesso senza mai eccedere nel ridicolo. Un maestro di teatro tra varietà e sberleffi con una solida ed enorme cultura alle spalle ad evitare il cattivo gusto. Una voce impertinente da Pinocchio anche quando di anni ne aveva superati gli ottanta. Una malizia che indossava sempre maschere innocenti ed un’ironia che cresceva costantemente ma solo per rivelare la sua nota malinconica. Una costante ricerca del lato paradossale della vita che poteva derivare solo dal vivere con assoluta serietà e gran senso critico. E’ il teatro italiano, quello di oggi, che ha perso uno dei suoi più grandi protagonisti. Un inchino. E non di certo uno scrosciante e becero applauso.













