La Regione Toscana compie un ulteriore passo verso il rafforzamento della sanità territoriale con il nuovo accordo integrativo regionale rivolto ai pediatri di libera scelta. L’intesa, definita a seguito del via libera della Conferenza Stato-Regioni del 18 marzo all’accordo collettivo nazionale, introduce importanti novità sia sul piano organizzativo sia su quello delle prestazioni sanitarie rivolte ai più giovani.
Uno degli elementi centrali dell’accordo riguarda l’ingresso dei circa quattrocento pediatri toscani all’interno delle Case di comunità, dove saranno chiamati a svolgere attività di prevenzione ed educazione sanitaria rivolte alle famiglie. Tale impegno si affiancherà alla consueta attività ambulatoriale, contribuendo a rafforzare la presenza dei servizi sanitari sul territorio e a migliorare l’accessibilità alle cure.
Tra le principali innovazioni figura l’introduzione dell’obbligo di partecipazione alle campagne vaccinali e di effettuazione delle vaccinazioni direttamente negli ambulatori pediatrici. Questa misura punta ad aumentare la copertura vaccinale e a consolidare il ruolo dei pediatri come punto di riferimento per la salute dei minori. Parallelamente, sarà ampliata la possibilità di eseguire test per le malattie virali, con l’obiettivo di ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e migliorare la gestione dei casi.
L’accordo prevede inoltre un potenziamento delle attività delle aggregazioni funzionali territoriali tra pediatri, che dovranno ampliare i controlli nei bilanci di salute includendo, oltre alla prevenzione dell’obesità e dei disturbi alimentari, anche il monitoraggio dell’uso eccessivo di dispositivi elettronici tra bambini e adolescenti. Si tratta di un aggiornamento che riflette le nuove sfide sanitarie legate ai cambiamenti negli stili di vita.
Tra le finalità generali dell’intesa vi sono il miglioramento della continuità assistenziale, l’appropriatezza delle cure e una presa in carico più efficace dei pazienti pediatrici. È prevista anche una maggiore uniformità organizzativa sul territorio regionale e un rafforzamento dei canali di contatto tra famiglie e pediatri, inclusa la comunicazione telefonica.
Infine, una quota della remunerazione dei pediatri sarà legata al raggiungimento di specifici obiettivi di salute, come l’effettuazione di controlli su determinate fasce di età. I dati raccolti attraverso queste attività saranno integrati nei sistemi informativi regionali, consentendo una migliore programmazione sanitaria futura.
L’accordo rappresenta dunque un intervento strutturale volto a rendere il sistema sanitario regionale più vicino ai bisogni delle famiglie, puntando su prevenzione, prossimità e integrazione dei servizi.






