Piana Fiorentina

Polemica a Campi Bisenzio. Critiche alla presidenza di Farmapiana per l’incarico nel comitato per il no

Secondo Gandola, la scelta sarebbe inappropriata per il ruolo istituzionale ricoperto da Iocca alla guida di una società in-house, chiamata a...

Paolo Gandola

Si accende il dibattito politico a Campi Bisenzio in merito alla decisione del presidente di Farmapiana, Antonio Iocca, di assumere anche la guida del Comitato per il No in vista del prossimo referendum sulla riforma della giustizia. A sollevare la questione è stato Paolo Gandola, capogruppo delle liste di centrodestra in consiglio comunale, che ha espresso forti perplessità sulla compatibilità tra i due incarichi.

Secondo Gandola, la scelta sarebbe inappropriata per il ruolo istituzionale ricoperto da Iocca alla guida di una società in-house, chiamata a operare nell’interesse dell’intera collettività. La partecipazione attiva alla presidenza di un comitato schierato in un confronto referendario verrebbe interpretata, dal capogruppo, come una presa di posizione politica non coerente con i principi di imparzialità e trasparenza che dovrebbero caratterizzare i vertici di una società partecipata pubblica.

Nel suo intervento, Gandola ha sottolineato come Farmapiana debba rappresentare tutti i cittadini senza esporsi direttamente in ambito politico. A suo avviso, l’assunzione di un incarico così connotato rischierebbe di compromettere la credibilità dell’ente e di generare un conflitto tra funzione pubblica e militanza politica.

Il Comitato per il No alla riforma della giustizia riunisce diverse associazioni e forze politiche del territorio, tra cui realtà civiche e partiti locali e nazionali. Proprio questa ampia composizione rafforza, secondo l’esponente del centrodestra, la natura marcatamente politica dell’organismo.

La richiesta avanzata è quella di un chiarimento pubblico sulla vicenda. Gandola ha infatti invitato Iocca a compiere una scelta netta tra l’impegno politico e il ruolo alla guida della società partecipata, ribadendo la necessità di garantire piena trasparenza e rispetto delle istituzioni. La questione potrebbe ora approdare anche nelle sedi istituzionali competenti per ulteriori valutazioni.

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