All’udienza del processo sulle vicende del Forteto, la Città Metropolitana di Firenze, subentrata alla Provincia costituita parte civile per tutti i reati contestati (maltrattamenti fisici e psicologici, in famiglia o verso i fanciulli; violenza di gruppo nei riguardi di maggiorenni; violenza a minori), ha chiesto ieri (19 maggio) un milione di euro di danni, con concessione della provvisionale per una somma non inferiore a 500 mila euro, nonché la refusione delle spese di costituzione di parte civile pari a circa 8 mila euro. I reati sono stati compiuti a danno di minori con handicap fisici e mentali, con un passato di disagio familiare e abusati sessualmente; reati compiuti da responsabili della comunità ‘Il Forteto’ oggi imputati, che ha agito nelle sue articolazioni (cooperativa agricola, associazione e Fondazione) e che aveva ottenuto contributi per le sue iniziative anche dalla Provincia di Firenze. Il sostegno è venuto meno, con fermo rigore, a seguito dell’apertura delle indagini della Magistratura e sulla base delle precedenti pronunzie delle Autorità Giudiziarie, anche internazionali. Il Forteto aveva ottenuto dalla Provincia di Firenze risorse economiche e contributi per intavolare dibattiti e verifiche sul suo modello educativo e per la stampa di pubblicazioni, ma gli imputati hanno tradito l’ente che aveva sostenuto la comunità nelle materie di sua competenza e per le finalità, anche statutarie, di tutela della persona in materia di formazione, lavoro, educazione scolastica e solidarietà volte a generare una cittadinanza in crescita ispirata a valori e principi fondamentali. Le richieste formulate oggi in udienza, a conclusione del processo, sono motivate anche dal danno all’immagine che tutto ciò ha recato all’ente.
Processo ‘Forteto’. La Città Metropolitana chiede i danni












